martedì 21 aprile 2026

Un anno senza Papa Francesco: cosa ci ha lasciato

 


Bergoglio si spegneva il 21 aprile 2025, giorno di Pasquetta. A Buenos Aires, una folla imponente si è riunita nella Plaza de Mayo per ricordarlo. Una festa che sarebbe piaciuta al defunto pontefice

A Papa Bergoglio una celebrazione come questa sarebbe piaciuta. Una celebrazione al passo con i tempi così mutevoli. A pochi giorni dal primo anniversario della sua scomparsa, una folla imponente si è riunita nella storica Plaza de Mayo di Buenos Aires per ricordarlo mescolando musica elettronica e messaggi spirituali. Protagonista, padre Guilherme Peixoto, il sacerdote portoghese e dj che nel 2023 durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona,  alla vigilia della Messa presieduta da Papa Francesco, si esibì davanti a oltre un milione di giovani.
Nel cuore della capitale argentina, di fronte alla cattedrale metropolitana che fu la casa di Jorge Mario Bergoglio per quindici anni, padre Guilherme ha dato vita all'evento intitolato "Francisco vive en el encuentro", organizzato dall'Associazione civile Miserando sotto il motto "Todos, todos, todos" e sostenuto dalla diocesi di Buenos Aires e dall'amministrazione cittadina. Per oltre due ore e mezza, il pubblico, dai giovani appassionati di techno alle famiglie, dai gruppi giovanili parrocchiali accompagnati da sacerdoti e religiose, ha partecipato a un vero e proprio rituale collettivo, volto a superare le barriere tradizionali della Chiesa. Tra la folla anche l'arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Ignacio García Cuerva, visibilmente coinvolto nello spettacolo. Non solo la Plaza de Mayo, ma anche l'avenida che vi conduce e le strade circostanti si sono riempite di persone, con maxi-schermi e impianti audio installati per consentire a tutti di seguire l'evento.

Ed è proprio quella "cultura dell'incontro" che Bergoglio ha instancabilmente promosso durante tutta la sua vita e che resta uno dei lasciti più preziosi del suo papato in questo mondo in rapido cambiamento . Una cultura che il suo stesso popolo ha imparato a comprendere non senza fatica.

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sabato 21 marzo 2026

Don Gianfranco Tabarini 25 anni dopo

 


Don Gianfranco Tabarini nasce a Beura il 26 settembre 1937 da Carlo e Marta Enrica Bocca. Viene consacrato sacerdote a Novara dal Vescovo Placido Maria Cambiaghi il 29 giugno 1963. Il giorno seguente celebra la Prima Messa nella sua Parrocchia di San Giorgio in Beura. Il suo primo incarico sacerdotale lo svolge, per un anno, a Varzo, poi resta ventisei anni a Villadossola, prima come Coadiutore dell’altrettanto amato Prevosto don Camillo Nobile, succedendo a don Germano Zaccheo, poi come Parroco. Nel 1991 viene chiamato a Novara come Vicario dei laici e infine ritorna in Ossola nel 1996 per cinque anni come Parroco a Domodossola. Torna alla Casa del Padre il 27 marzo 2001 all’Ospedale San Biagio di Domodossola.

martedì 10 febbraio 2026

Giorno del Ricordo

 










Il Giorno del ricordo è una commemorazione civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata.



La Redazione