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| da LA STAMPA del 13 ottobre 2026 (Clicca sull'immagine per leggere meglio) |
Dal 2011 notizie, avvisi e appuntamenti soprattutto ossolani
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| da LA STAMPA del 13 ottobre 2026 (Clicca sull'immagine per leggere meglio) |
VILLADOSSOLA - È tornato alla Casa del Padre ieri mattina, dopo un periodo di malattia, don Mario Ceresa, sacerdote originario di Villadossola.
I funerali si terranno domani Lunedì 12 ottobre alle ore 16 nella Chiesa di Cristo Risorto a Villadossola. Il Santo Rosario sarà recitato questa sera Domenica 11 ottobre alle ore 19 sempre nella chiesa di Cristo Risorto a Villadossola.
La camera ardente sarà allestista nella cappellina all'interno della Chiesa di Cristo Risorto a Villadossola.
Chi era Don Mario Ceresa? Lo saprete, leggendo la sua testimonianza.
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Aveva 57 anni. Da oltre vent’anni docente di Lettere all’Istituto Bagnolini, ha dedicato la sua vita alla scuola, alla lettura, al territorio e ai giovani
Alla sua attività di docente ha affiancato negli anni un costante impegno nella progettazione di iniziative dedicate agli studenti e alla valorizzazione del territorio. Maria Cristina aveva saputo unire l’amore per la storia locale alla profonda conoscenza delle montagne ossolane, che frequentava in ogni stagione, trasformando spesso queste passioni in occasioni di conoscenza e approfondimento.
Grande lettrice e convinta sostenitrice dell’importanza dell’educazione alla lettura, aveva contribuito a portare all’interno dell’istituto numerosi progetti rivolti ai ragazzi. Tra le proposte più apprezzate anche “Champions Read”, iniziativa pensata per avvicinare gli studenti ai libri attraverso modalità originali e coinvolgenti.
Il suo impegno non si è limitato alla scuola. Sempre disponibile e attenta agli altri, Maria Cristina aveva dedicato tempo ed energie anche alle attività dell’oratorio San Domenico Savio, collaborando affinché potesse essere un luogo di crescita e di incontro aperto ai più giovani.
A renderla particolarmente amata erano anche il suo carattere allegro e gioioso, l’ironia e l’intelligenza, qualità che le avevano permesso di costruire nel tempo rapporti profondi e autentici. In queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio e di affetto da parte di amiche e amici, colleghe e colleghi, ex studenti e di quanti hanno avuto modo di conoscerla.
Maria Cristina lascia il marito Stefano, il figlio Pietro, i genitori Ornella e Giuseppe, le sorelle Irene ed Elisa con le rispettive famiglie.
Il Santo Rosario sarà recitato oggi, giovedì 3 settembre, alle 18.30. Il funerale si svolgerà venerdì 4 settembre alle 15 nella Chiesa di Cristo Risorto di Villadossola.
Alla famiglia di Cristina e alla nipote Letizia, nostra redattrice, giungano le più sentite condoglianze di tutta la nostra redazione.
Miria Sanzone
da https://www.ossolanews.it/
VILLADOSSOLA - La Pagina, rivendita di libri, giornali e cartoleria sita in Villadossola avvisa che effettuerà un periodo di ferie da Sabato 25 Luglio a Sabato 1° Agosto e riaprirà Domenica 2 Agosto.
La Redazione
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| don Luca Ariola |
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| dal Foglietto delle Parrocchie di Villadossola del 31 maggio 2026 (Clicca sull'immagine per leggere meglio) |
Bergoglio si spegneva il 21 aprile 2025, giorno di
Pasquetta. A Buenos Aires, una folla imponente si è riunita nella Plaza de Mayo
per ricordarlo. Una festa che sarebbe piaciuta al defunto pontefice
Ed è proprio quella "cultura dell'incontro" che
Bergoglio ha instancabilmente promosso durante tutta la sua vita e che resta
uno dei lasciti più preziosi del suo papato in questo mondo in rapido
cambiamento . Una cultura che il suo stesso popolo ha imparato a comprendere
non senza fatica.
Don Gianfranco Tabarini nasce a Beura il 26 settembre 1937 da Carlo e Marta Enrica Bocca. Viene consacrato sacerdote a Novara dal Vescovo Placido Maria Cambiaghi il 29 giugno 1963. Il giorno seguente celebra la Prima Messa nella sua Parrocchia di San Giorgio in Beura. Il suo primo incarico sacerdotale lo svolge, per un anno, a Varzo, poi resta ventisei anni a Villadossola, prima come Coadiutore dell’altrettanto amato Prevosto don Camillo Nobile, succedendo a don Germano Zaccheo, poi come Parroco. Nel 1991 viene chiamato a Novara come Vicario dei laici e infine ritorna in Ossola nel 1996 per cinque anni come Parroco a Domodossola. Torna alla Casa del Padre il 27 marzo 2001 all’Ospedale San Biagio di Domodossola.
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.
La data della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne segna anche l'inizio dei "16 giorni di attivismo sulla violenza di genere" che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women's Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la negazione della violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.[2]
Questo periodo comprende una serie di altre date significative, tra cui il 29 novembre, il Women Human Rights Defenders Day (WHRD),[3] il 1º dicembre, la Giornata mondiale contro l'AIDS e il 6 dicembre, anniversario del massacro del Politecnico di Montréal, quando 14 studentesse di ingegneria furono uccise da un venticinquenne che affermò di voler "combattere il femminismo".[4][5] Il colore arancione è utilizzato come colore di identificazione della campagna, ogni anno concentrata su un tema particolare. Dal 2014 ha assunto come slogan Orange the World.[6]
In molti paesi, come l'Italia, il colore esibito in questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.
L'idea è nata da un'installazione dell'artista messicana Elina Chauvet, Zapatos Rojos, realizzata nel 2009 in una piazza di Ciudad Juarez, e ispirata all'omicidio della sorella per mano del marito e alle centinaia di donne rapite, stuprate e assassinate in questa città di frontiera nel nord del Messico, nodo del mercato della droga e degli esseri umani.[7][8] L'installazione è stata replicata successivamente in moltissimi paesi del mondo, fra cui Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada, Spagna e Italia.
La campagna in Italia viene in particolar modo portata avanti dal Centro antiviolenza e dalle Associazioni di donne impegnate nell'ambito della Violenza contro le donne.