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Bergoglio si spegneva il 21 aprile 2025, giorno di
Pasquetta. A Buenos Aires, una folla imponente si è riunita nella Plaza de Mayo
per ricordarlo. Una festa che sarebbe piaciuta al defunto pontefice
Ed è proprio quella "cultura dell'incontro" che
Bergoglio ha instancabilmente promosso durante tutta la sua vita e che resta
uno dei lasciti più preziosi del suo papato in questo mondo in rapido
cambiamento . Una cultura che il suo stesso popolo ha imparato a comprendere
non senza fatica.
Don Gianfranco Tabarini nasce a Beura il 26 settembre 1937 da Carlo e Marta Enrica Bocca. Viene consacrato sacerdote a Novara dal Vescovo Placido Maria Cambiaghi il 29 giugno 1963. Il giorno seguente celebra la Prima Messa nella sua Parrocchia di San Giorgio in Beura. Il suo primo incarico sacerdotale lo svolge, per un anno, a Varzo, poi resta ventisei anni a Villadossola, prima come Coadiutore dell’altrettanto amato Prevosto don Camillo Nobile, succedendo a don Germano Zaccheo, poi come Parroco. Nel 1991 viene chiamato a Novara come Vicario dei laici e infine ritorna in Ossola nel 1996 per cinque anni come Parroco a Domodossola. Torna alla Casa del Padre il 27 marzo 2001 all’Ospedale San Biagio di Domodossola.
Sono passati 20 anni dalla morte di Papa Wojtyła. Il suo magistero continua a ispirare la nostra epoca, scossa da tensioni, violenze e guerre. Sulla sua figura riproponiamo alcune riflessioni dei suoi successori, Benedetto XVI e Francesco, e pensieri del Pontefice polacco su scenari e temi ancora attuali, tra cui Medio Oriente, Ucraina, pace, disarmo.
Leggi tutto da https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-04/san-giovanni-paolo-ii-20-anniversario-morte-guerra-pace.html
Così vuole la tradizione: la data è giusta, le ore sono le 21 ed è anche vero che Boncompagni era l’annunciatrice ufficiale ma, per l’occasione non c’era lei: la voce è della musicista Ines Viviani Donarelli che subito dopo esegue Haydn dal quartetto opera 7 primo e secondo tempo. Anche «Giovinezza» va in onda solo alle 22,30 dopo le «Ultime notizie» affidate all'Agenzia Stefani, in mezzo ad altri inni ufficiali.
da corriere.it
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La Redazione
L'anniversario del massacro
Sono passati ottanta anni dall’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, da quando, in quel 12 agosto del 1944, i nazifascisti trucidarono 560 persone: 130 erano bambini. Tra loro anche neonati di poche settimane massacrati in braccio alle loro madri. Tanti gli anziani e le donne.
Alle prime luci di quel giorno, nella zona tra le Alpi Apuane dichiarata come “bianca” - ossia destinata ad accogliere la popolazione civile sfollata - tre reparti della 16ª divisione Panzergrenadier «Reichs;führer-SS», accompagnati da bande di fascisti, circondarono l’abitato, mentre un quarto si attestava più a valle, sopra il paese di Valdicastello, per bloccare ogni via di fuga: in poco più di tre ore si compì uno dei più gravi massacri di civili della nostra storia.
da RaiNews.it
L’anno 2024 sarà ricco di emozioni perché ricorre l’80° anniversario dello Sbarco e della Battaglia di Normandia. Commemorazioni internazionali alla presenza di capi di Stato, fuochi d’artificio giganti, concerti, lancio di paracadute, balli… L’80° anniversario comporterà numerosi eventi nel corso dell’anno.
Anno dopo anno, normanni e visitatori si impegnano a ricordare ciò che accadde sulle nostre spiagge e nell’entroterra nell’estate del 1944 e nei mesi successivi. È un dovere ricordare tutti i soldati e i civili che sono morti, ma anche la gioia di celebrare insieme la libertà ritrovata per merito loro. Mentre ogni anno si svolgono eventi intorno al 6 giugno, anniversario dello sbarco alleato, ogni 5 anni le celebrazioni assumono una nuova dimensione, con eventi organizzati durante tutto l’anno in ogni angolo della Normandia.
per saperne di più:
https://it.normandie-tourisme.fr/evento/anniversario-sbarco-normandia/
La Redazione
LA DISOCCUPAZIONE
DOMODOSSOLA
- Il 27 ottobre 2013 tornava alla Casa del Padre il prof. Antonio Lista: aveva 71 anni, per quarant'anni aveva insegnato lettere in
varie scuole, negli ultimi decenni al Liceo spezia di Domodossola.
Insegnante di lettere e latino per professione, si era dato al
giornalismo per passione: storico collaboratore di VCO Azzurra TV con la sua
voce aveva raccontato molti fatti ed eventi successi in Ossola. La rubrica
"Lo scaffale della cultura" era stato l'ultimo programma che aveva
curato.
Antonio Lista era firma storica di alcune testate locali: Il
Popolo dell'Ossola, Eco Risveglio ed Ossola News. Un altro suo grande amore è
stata la politica, che ha seguito con entusiasmo e sagacia, senza risparmiare
commenti pungenti alle vicende politiche della città e della Provincia.
Antonio è stato sostenitore,
collaboratore e amico dell’Associazione Culturale ApertaMente di Villadossola,
che è stata operativa per un decennio, fino al 2014.
Per due anni è stato anche il relatore
dei percorsi culturali proposti da ApertaMente: le sue serate, molto apprezzate
dal pubblico, facevano sempre il tutto esaurito.
La Redazione
Con le sue lezioni ai poveri ha segnato la storia dell'istruzione. La cerimonia con il presidente della Repubblica
Cento anni fa, il 27 maggio 1923, nasceva a Firenze don Lorenzo Milani. Colto e visionario, ha segnato la storia dell'istruzione italiana, rivoluzionando completamente il ruolo dell'educatore, denunciando la natura classista dell'istituzione scolastica italiana e andando incontro alle esigenze dei ceti meno privilegiati. Lo ha fatto con i suoi "ragazzi" di montagna, nell'Alto Mugello, organizzando nella canonica di Barbiana, nel comune di Vicchio, la sua scuola, destinata ai "figli dei poveri".
Con il nome collettivo di "scuola di Barbiana", il sacerdote nel 1967 pubblicò "Lettera a una professoressa", testa anticipatore della contestazione studentesca del 1968.
La grandezza di don Milani è stata riconosciuta da parte della Chiesa molto tempo dopo la sua morte e suggellata dalla visita di Papa Francesco a Barbiana il 20 giugno 2017, in occasione dei 50 anni della morte del priore.
A cent'anni dalla nascita, l'Italia ricorda Don Milani con una manifestazione cui parteciperà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
da RaiNews
(Clicca sulla foto di Don Milani e vai all'articolo completo)
La Redazione
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| Fiume Piave |
Basta solo nominarlo perché nella testa parta la celebre canzone che vede il fiume come protagonista.
Non si può negare che il Piave abbia ricoperto un ruolo cruciale nella storia dell’Italia tanto da essere riconosciuto come fiume Sacro alla Patria. Proprio per questo ancora oggi è la meta ideale per chi abbia interesse a ripercorrere le tappe fondamentali della Grande Guerra. Ma anche per chi voglia più semplicemente stare all’aria aperta.
Il Piave nasce dalle pendici del monte Peralba, che nel dialetto locale significa “pietra bianca”, dal suo distintivo colore candido.
Con i suoi 231 km questo lungo rio attraversa il Friuli-Venezia-Giulia e l’intero Veneto per poi sfociare nel Mar Adriatico.
(Clicca sulla foto del Piave e vai all'articolo completo)
da https://www.ojeventi.it/piave-un-fiume-lungo-la-storia/
Proprio il 13 febbraio ricorre la Giornata mondiale della radio e quindi si celebra l'anniversario della prima trasmissione radio dell'Onu nel 1946. È quindi il momento ideale per fare il punto sulla diffusione della tecnologia più all'avanguardia: il Dab (digital audio broadcasting).
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11 febbraio: Beata Maria Vergine di Lourdes
Questa memoria liturgica ricorda le apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, a cominciare dall’11 febbraio 1858. Protagonista di questo evento è una ragazza di nome Bernadette Soubirous, oggi annoverata tra la schiera dei Santi. Maria le appare per 18 volte nei pressi di una grotta lungo il fiume Gave. I dettagli di questa esperienza sono oggi stati raccolti dalla Commissione diocesana incaricata di esaminare i fatti. Da qui, sappiamo che Bernadette si trovava lungo il fiume con le sue compagne quando sente una sorta di “colpo di vento” venire da una grotta. Si avvicina, ma le foglie degli alberi erano immobili. Mentre cerca di capire, sente un secondo “rumore” e vede una figura bianca che ha l’aspetto di una signora. Intimorita di avere un’allucinazione, si stropiccia gli occhi, ma Lei era sempre lì. Non sapendo cosa fare, estrae dalla tasca la corona del rosario e comincia a recitarlo: la Vergine si unisce alla sua preghiera. Nel gruppo di ragazze, c’era anche sua sorella: le confida quanto le è capitato, e così dice alla madre, giunta a casa, la quale le proibisce di tornare in quel luogo. La notizia si sparge per il paese, e il 14 febbraio Bernadette torna in quel luogo con un gruppo di amiche: avviene una seconda apparizione.
(da https://www.luiginovarese.org/2023/02/09/11-febbraio-beata-maria-vergine-di-lourdes/)
«Abbi cura di lui».
La compassione come esercizio sinodale di guarigione
(Clicca sulla locandina e vai al Messaggio di Papa Francesco)
La Redazione
Il successo del 1982 ebbe un peso politico eccezionale: il pallone, come la pietra filosofale, trasformò il piombo di quegli anni nell'oro di cui avevamo bisogno per tornare a vivere decorosamente
da https://www.laprovinciacr.it/
La Redazione