domenica 18 agosto 2013

Il cantiere inesistente per mettere in sicurezza la galleria di Paglino

Lavori previsti da 6 milioni di euro, ma nulla è stato ancora fatto

RENATO BALDUCCI
TRASQUERA
 
È la «terra di nessuno». Tre chilometri di strada, tra il confine geografico con la Svizzera e quello ufficiale dove stazionano finanzieri e doganieri. Un «arretramento» avvenuto trentacinque anni fa per questioni di sicurezza.  
 
Durante l’alluvione del 1978 la montagna franò addosso al posto di confine che allora era presidiato da polizia, carabinieri e finanzieri. Per evitare rischi, le forze dell’ordine da Paglino furono spostate a Iselle. Chi entra in Italia da Gondo, ultimo paese elvetico, transita sotto la pensilina abbandonata di Paglino e percorre tre chilometri di strada statale prima d’essere fermato dai finanzieri, i soli in divisa rimasti a presidiare il confine. 
 
Oggi nessuno pensa di riportare la sbarra di confine a Paglino, ma lungo quella fascia di tre chilometri restano un miraggio anche gli interventi che Anas ha promesso sulla statale, collegamento di vitale importanza con la Svizzera e il Nord Europa. Spariti nel nulla, anche se sono stati annunciati e, in un caso, pure appaltati. Passato Paglino e superata la casa cantoniera, oggi transennata perché pericolante, si arriva alla galleria di Paglino.  
Un tunnel più volte interessato dalla caduta di massi, soprattutto all’imbocco Sud con varie interruzioni. Nell’agosto 2000, dopo l’ennesima frana, ci fu anche il sopralluogo dell’allora ministro ai Lavori pubblici Nerio Nesi. Dopo l’ultima caduta di massi nel 2011, l’Anas promise interventi urgenti: non se mai vista l’ombra. Scendendo verso la sbarra di confine si arriva alla variante realizzata per deviare la strada sulla quale erano piombati diversi sassi massi. Era il 2002: la strada restò chiusa alcuni giorni e, sei anni dopo, la notizia della gara di appalto per realizzare una galleria che permetterà di ripercorrere, protetti, il vecchio tracciato della statale 33. Lavori per 6 milioni di euro che dovevano prendere il via nel luglio 2010 e concludersi poi nell’agosto 2011.  
 
Ma il cantiere non è mai stato installato. Per la statale 33 resta la speranza che la montagna non continui a franare mentre sul versante svizzero si lavora ai 2000 metri del passo del Sempione. E ogni tanto lì la strada viene anche chiusa per far cadere i massi pericolanti che ci sono dalla montagna. 
 

È in Ossola la “clinica” del Duomo di Milano

Lino Rossini
Artigiano di Candoglia costruisce e restaura le guglie bianche

FRANCESCA ZANI
MERGOZZO
 
Dalle mani di Lino Rossini prendono forma le guglie del duomo di Milano. Nel suo laboratorio di Candoglia, frazione di Mergozzo, si respira ancora l’aria delle botteghe artigiane di una volta, la porta è aperta ai visitatori e per terra riposano le nuove guglie che circonderanno il basamento su cui è poggiata la Madonnina d’oro, simbolo di Milano, in attesa di essere decorate a colpi di scalpello. L’artista, classe 1941, con il figlio Nicolao, porta avanti con orgoglio questo mestiere, per passione e con grande cura dei dettagli che rendono unica la lavorazione artigianale.  
 
Cresciuto a contatto con la natura in una famiglia di contadini e abituato a trascorrere l’estate da bambino all’alpe Cortevecchio portando al pascolo le mucche, si trovò proiettato nella capitale lombarda per affinare il mestiere nei cantieri del duomo. Rossini imparò da ragazzo il mestiere dello scalpellino nella scuola di avviamento professionale «Contessa Tornelli Bellini» per marmisti e ornatisti, nata nel 1957 a Candoglia, sulla strada che porta a Mergozzo, dove ora sorge il laboratorio che l’artigiano aprì negli Anni 80 ed è visibile la targa che ricorda l’istituto, ai piedi della cava che da più di seicento anni fornisce il marmo per la manutenzione del duomo.  

sabato 17 agosto 2013

Aggredisce i carabinieri in caserma a Villadossola, arrestato un giovane ossolano

Feriti due militari, il ragazzo lunedì sarà processato per direttissima
 
VILLADOSSOLA 
 
È entrato oggi pomeriggio nella caserma di Villadossola minacciando i carabinieri. A suo dire la ex convivente si era rifiutata di fargli vedere loro figlio e per questo era fuori di sé. Ai tentativi dei militari di calmarlo, lui ha risposto scagliandosi contro di loro. Ne è nata anche una colluttazione. I carabinieri hanno poi arrestato il ragazzo (A. S. le iniziali) residente a Villadossola: per lui le accuse sono di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Lunedì sarà poi processato per direttissima.  
 
I carabinieri feriti sono stati portati a far medicare all’ospedale San Biagio di Domodossola. Dettagli su La Stampa domani in edicola.
 

Scontro tra due auto in superstrada a Domodossola

L'incidente è successo verso le 22 tra i due svincoli di Domodossola, coinvolta anche una donna incinta di sette mesi
 
DOMODOSSOLA
 
Ancora un incidente frontale sulla superstrada dell'Ossola e ancora una volta nel tratto compreso trai due svincoli di Domodossola, il primo dove le due corsie di marcia non sono separate dal muro. 
 
A scontrarsi, ieri sera verso le 22, una Micra Nissan con a bordo due donne, che viaggiava verso Gravellona e una Ford Mondeo con una coppia di residenti nella svizzera francese e la figlia ventenne incinta di sette mesi Vaud. Da una prima ricostruzione (sono i carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Domodossola a occuparsi dei rilievi) la Micra ha tardato a completare il sorpasso di un'auto e prima ha centrato la Ford che sopraggiungeva in direzione opposta e poi si è ribaltata. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e 118. Le quattro persone coinvolte nell'incidente sono state portate al San Biagio di Domodossola. 
 
Una delle due donne presenti sulla Micra è uscita da sola dalla vettura con un graffio a una gamba, per la sorella invece qualche contusione e il trasferimento al San Biagio per accertamenti. Pochi giorni si prognosi per i componenti dell’auto svizzera.
 
 
 

Addio a Marianna e Laura: “Insieme scalerete le vette del cielo”

Funerale di Laura Frisa ad Antrona
Folla per l’ultimo saluto: lettere, ricordi e il canto dell’alpinista per le due amiche vittime della valanga sul Monte Bianco

RENATO BALDUCCI, FRANCESCA ZANI
ANTRONA
 

Una lettera piena di ricordi e poi l’intera chiesa a intonare «Signore delle cime», il canto degli alpinisti di Bepi De Marzi. Momenti che hanno raggelato i cuori e fatto luccicare gli occhi di chi, ieri, si è stretto attorno a mamma Pierina, al fratello Marco e ai parenti di Laura Frisa, l’alpinista di 41 anni, morta travolta da una valanga sul Monte Bianco, in una sorte che ha condiviso con l’amica Marianna Conti, 37 anni di Pallanzeno, dove nello stesso momento familiari e amici hanno celebrato lo stesso rito d’addio.
 
«Ciao Laura, ora sei legata in cordata con Dio, incamminata verso il paradiso, dove i
Funerale di Marianna Conti a Pallanzeno
crepacci non ti travolgeranno più» ha sussurrato Giovanna Ariano, moglie del maestro Gino Frisa, leggendo l’ultimo toccante passo della lettera scritta per ricordare quella ragazza «gentile, sorridente, dolce e sensibile», che amava la montagna. Ai funerali di Laura ad Antrona e di Marianna, a Pallanzeno, anche la presenza discreta di due guide aostane che hanno anche fatto visita alle famiglie delle ragazze morte lungo la via francese che porta al Bianco. Non poteva poi mancare Paolo Pettinaroli, la guida ossolana che da tempo seguiva la «maturazione» di Laura e Marianna come alpiniste, tra i banchi molti uomini di montagna, del soccorso alpino, amministratori, amici, colleghi di lavoro della ditta «Beltrami» di Vogogna dove Laura lavorava.  
 
«Mi piace immaginare Marianna in cima a vette stupende, ancora insieme alla sua amica Laura, con cui ha cercato di raggiungere il Monte Bianco, ma alle quali il Signore ha riservato un destino diverso, un destino lungo i sentieri immacolati del Paradiso». Era rotta dal pianto, durante la funzione, la voce di don Luigi Tramonti, mentre dava l’ultimo saluto a Marianna Conti nella chiesa di San Pietro a Pallanzeno. Da poco si era infatti trasferita a Pallanzeno nella casa che il marito Tiziano Titoli, muratore, aveva costruito. «Era una donna piena di entusiasmo - ha continuato don Luigi -. Marianna era in grado di farsi amare da tutti quelli che la conoscevano. E’ morta proprio con una delle persone con cui condivideva ogni cosa, anche l’ultima avventura».  
Marianna Conti lascia il padre Giorgio, la madre Mirella, il marito Tiziano, la sorella Doriana e il fratello Giuliano. A porgerle l’ultimo saluto anche i colleghi della manifattura Polli in cui aveva lavorato per vent’anni.
 
 
 

venerdì 16 agosto 2013

Premosello: al canton Vagna il Palio 2013

E’ stato il canton Vagna col fantino Giorgio Giacomotti a trionfare al palio degli asini di Premosello Chiovenda, tradizionale appuntamento di Ferragosto nel comune della bassa Ossola. Tutto è andato come da copione: prima la prova a cronometro, dopo quella in linea dove Giacomotti e in suo asino hanno sbaragliato gli altri concorrenti, bissando il successo già ottenuto lo scorso anno. Si tratta insomma di una coppia vincente decisamente collaudata. Ottava la new entry di questa competizione, il fantino donna, prima nella storia ultratrentennale del Palio; Martina Bonacina, con la sua uniforme gialla, è stata la portacolori di Cuzzago e a lei naturalmente è andato un applauso speciale. Ad allietare la festa anche gli sbandieratori. Il pubblico è stato numeroso e si è distribuito lungo tutto il tracciato cittadino della competizione, in un paese vestito a festa con tantissimi festoni e bandiere. Ad incitare i fantini, 10 in rappresentanza di tutte le frazioni e i cantoni premosellesi, gente di tutte le età e tantissimi giovani che naturalmente non hanno mancato di immortalare i loro preferiti e le scene più divertenti e spettacolari con macchine fotografiche e telefonini. Il sano agonismo tra le diverse fazioni del paese è stato l’epilogo dei festeggiamenti per l’Assunta iniziati mercoledì sera con la funzione religiosa, la processione e la benedizione del nuovo mezzo in dotazione alla polizia municipale di Premosello e Vogogna.
 

Oggi l'addio a Marianna e Laura, le due alpiniste

Tanta commozione e il ricordo di una grande passione; questo pomeriggio si sono svolti i funerali delle due alpiniste ossolane morte martedì mentre stavano raggiungendo la cima del Monte Bianco. Molte le persone che si sono volute unire al dolore dei familiari e degli amici per il lutto che ha colpito le comunità di Pallanzeno, dove risiedeva Marianna Conti, e di Antrona dove Laura Frisa abitava.

Nella chiesa di San Pietro Apostolo i funerali di Marianna, don Luigi Tramonti ha ricordato l’impresa che la 37enne avrebbe voluto fare, quella di scalare il Monte Bianco, invece è andata a compiere un’impresa ancora più grande, la scalata del Paradiso da dove ora veglierà sui suoi cari. Come la morte di Gesù, la scomparsa di Marianna ha gettato buio nel cuore della sua famiglia, la risposta a questo perché si può trovare solo nella fede. Toccanti alcuni momenti della cerimonia in cui gli amici hanno voluto intonare l’Ave Maria e poi il Signore delle Cime. Le esequie sono state concelebrate da don Gabriele Romagnoli, parroco di Bannio, dove Marianna è andata in sposa al marito. Tanta gente anche presso la chiesa di San Lorenzo ad Antrona, dove è stato dato l’ultimo saluto a Laura Frisa: anche don Massimo Bottarel, che ha concelebrato insieme a don Ezio Rametti parroco di Baceno, ha richiamato l’impresa che la 41enne stava compiendo, la scalata al Monte Bianco, una vetta che le è stata fatale, ora anche lei veglia i suoi cari dall’alto dei cieli in comunione con Cristo. Al funerale hanno partecipato molte persone che conoscevano Laura e la sua famiglia, e durante la cerimonia è stata letta anche una lettera di Gino Frisa, il suo maestro delle elementari. Nello scritto è stata richiamata tutta la sua determinazione, tratto caratterizzante della sua intensa ma troppo breve vita.
 

Laura e Marianna, l’addio alle amiche che sognavano il Monte Bianco

Funerali separati, ma alla stessa ora, per le alpiniste travolte da una valanga: oggi alle 15 nelle chiese di Pallanzeno e Antrona

FRANCESCA ZANI
DOMODOSSOLA
 
Il mondo della montagna piange le due amiche morte sul Monte Bianco. I corpi di Marianna Conti e Laura Frisa, che hanno perso la vita all’alba di martedì sul versante francese, sono rientrati in Italia da Chamonix.  
 
Marianna, 37 anni, viveva a Pallanzeno con il marito Tiziano Titoli. Laura, 41, era originaria della valle Antrona e residente a Omegna. La notizia dell’incidente, avvenuto intorno alle 4 del mattino lungo la via Normale del Mont Blanc du Tacul a causa del distacco di un seracco, martedì ha fatto immediatamente il giro del Vco dove le due donne erano molto conosciute. In Ossola tutti le ricordano unite nella passione per la montagna, che condividevano da qualche anno. 

giovedì 15 agosto 2013

“Dovevo essere lassù con loro. Rischi? Non più del solito”

Intervista Paolo Pettinaroli, guida alpina, amico delle due donne uccise dalla valanga sul Monte Bianco: “Le condizioni erano buone”

LUCA BILARDO
DOMODOSSOLA
 
Paolo Pettinaroli, oltre che essere una guida alpina conosceva bene le due amiche ossolane Marianna Conti e Laura Frisa, rimaste sepolte e uccise dalla valanga martedì mattina sul Monte Bianco.  
 
Poteva esserci anche lei ieri mattina in quella cordata, vero?  
«Tempo fa avevo parlato con Laura e Marianna, oltre che due clienti infatti erano anche mie amiche. Sapevo che volevano salire sul Monte Bianco e mi avevano chiesto di accompagnarle. Io però per questo periodo avevo già altri impegni di lavoro: sono rientrato dalla Svizzera perché ero sulla Weissmies. Mi ero reso disponibile ad andarci a settembre, ma loro alla fine hanno scelto un’altra guida». 
 
Era una scalata pericolosa quella che stavano facendo?  
«No, le condizioni poi erano buone. Da quello che ho saputo faceva anche freddo quando sono partite. La montagna però nasconde sempre delle insidie, l’ascesa del Monte Bianco in modo particolare: ogni anno quella parete conta le “sue” vittime. Non ero sul posto ieri e non posso dire con esattezza come erano la neve e il meteo. Però ero nella parete di fronte quindici giorni fa e le condizioni erano buone». 
 

La magia dei cantastorie tra il marmo della cava

Oggi a Ornavasso l’artista Felice Pantone: un tempo a Ferragosto i musicisti si fermavano in Ossola per raggiungere i paesi del Nord

BEATRICE ARCHESSO
ORNAVASSO
 
È una figura antica quella del cantastorie, che stuzzicando la fantasia di adulti e bambini portava con la mente in un mondo di magia e arte di strada: domani a Ornavasso si potrà rivivere questa suggestione con Felice Pantone. 
 
Cantastorie di Marina di Pisa, Pantone lavora spesso nelle piazze d’Italia a fianco del torinese Alberto Bertolino (che sarebbe dovuto essere in Ossola domani, ma non ci sarà): arriverà a Ornavasso per riportare il pubblico nell’atmosfera di un tempo, quando il divertimento era all’aperto con l’organetto di barberia (che deve il nome all’inventore Giovanni Barbieri). I suoni «a manovella» echeggeranno di nuovo a Ornavasso: il cantastorie farà quattro tappe in paese, alle 10,30 nel piazzale dell’antica cava di marmo (aperta dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18), alle 12 alla trattoria del Boden (vicino al Santuario, prenotazioni per il pranzo allo 0323.835976) e alle 14,30 al ristorante Lago delle Rose (0323-835948), con un ultimo show alle 16,30 alla cava. 
 
Le canzoni spazieranno dai classici francesi a pezzi di musica leggera italiana, non mancheranno storie, curiosità e filastrocche come avveniva in passato: a Ferragosto infatti era tradizione che musicisti e cantastorie passassero dall’Ossola per raggiungere i Paesi del Nord. Sempre domani sono previste camminate per famiglie alla Capanna degli Gnomi, 1.100 metri sopra Ornavasso: il ritrovo alle 10 al Santuario del Boden per salire al rifugio dove ci saranno pranzo, laboratori per bambini e cena (pacchetto con notte a 35 euro da 4 a 12 anni e 65 euro gli adulti; solo la cena 20 euro). Info e prenotazioni al 366.5314145. 
 

mercoledì 14 agosto 2013

Prostituzione in cinque appartamenti a Domodossola, arrestata cinese

Operazione della squadra mobile: la donna costringeva connazionali clandestine
 
DOMODOSSOLA
 
Costringeva a prostituirsi connazionali cinesi in almeno cinque appartamenti a Domodossola: è stata arrestata dalla polizia, su mandato del gip di Verbania, Yin Fuxian, classe 1968.  
La donna, secondo quanto emerso dalle indagini, gestiva un esercizio pubblico a Verbania insieme al figlio, una copertura utile per poi continuare a coordinare l’attività di sfruttamento della prostituzione in Ossola. Nel 2010 infatti era già stata segnalata per prostituzione. Nei cinque appartamenti perquisiti, tutti riconducibili all’arrestata e risultati in affitto da ignari proprietari, sono state trovate le prove dell’attività e sequestrati 9 mila euro. La donna è ora nel carcere femminile di Vercelli.
 

Marianna e Laura: scalare il Bianco era il sogno da realizzare

  

Laura Frisa, 41 anni di Antrona
Le due amiche ossolane appassionate di alpinismo sepolte da una valanga sulla cresta del Mont Blanc du Tacul. Venerdì verranno celebrati i funerali

FRANCESCA ZANI
VERBANIA
 
Sono morte insieme, per la passione che le univa: la montagna. Marianna Conti, 37 anni di Pallanzeno e Laura Frisa, 41 anni, originaria della valle Antrona e residente ad Omegna, hanno perso la vita martedì mattina intorno alle 4 sul versante francese del Monte Bianco, lungo la cresta del Mont Blanc du Tacul, travolte da una valanga causata dal crollo di un seracco. La loro guida, Giorgio Passino di Courmayeur, è stato ricoverato all’ospedale di Annecy per ipotermia, una tibia fratturata e traumi addominali.  
 
M. Conti, 37 - Pallamzeno
Per raggiungere le vette più alte si erano allenate con costanza negli ultimi quattro anni, compiendo diversi trekking in Ossola, in particolare in val Formazza, Anzasca e sulle cime del parco Veglia-Devero, raggiungendo anche la capanna Margherita, sulla punta Gnifetti del Monte Rosa. Una tappa obbligata per misurarsi con la quota e la rarefazione dell’aria. Laura da anni praticava sci alpinismo e aveva seguito corsi tecnici con il Cai di Villadossola; mentre Marianna condivideva la passione per la montagna con il marito Tiziano Titoli e si preparava soprattutto durante il weekend. Le due amiche si allenavano anche con la bicicletta da corsa, la sera dopo il lavoro. Frisa era operaia nella ditta «Beltrami» di Piedimulera che si occupa di lavorazione delle lamiere; Conti invece era capo-reparto alla secolare manifattura «Polli» di Villadossola. «Era con noi da circa vent’anni - racconta il proprietario dell’azienda, Giuseppe Polli -. Tutti le volevamo bene, perché era una persona cristallina e sincera».  
 
La notizia ha destato stupore in Ossola, dove le due donne erano molto conosciute. «Ho incontrato diverse volte Laura durante le escursioni in montagna - racconta Franco Farioli, guida della valle Antrona - . Ho visto crescere questa ragazza e so che era prudente e si affidava sempre a guide esperte, ha effettuato diverse spedizioni, soprattutto con la guida Paolo Pettinaroli».  
 

martedì 13 agosto 2013

Valanga sul Monte Bianco, sono ossolane le due alpiniste morte

La tragedia questa mattina sulla cresta del Mont Blanc du Tacul. Marianna Conti e Laura Frisa erano molto conosciute nel mondo dell’alpinismo

FRANCESCA ZANI
VERBANIA 
 
Sono ossolane le due alpiniste di 37 e 41 anni morte questa mattina sul Monte Bianco, sepolte dalla valanga che si è staccata intorno alle 4 sul Mont Blanc du Tacul. Sono Marianna Conti, classe 1976 di Pallanzeno, e Laura Frisa, classe 1972, residente a Omegna, ma domiciliata ad Antrona. Le due donne erano in cordata con la guida di Courmayeur, ora ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Annecy.  
 
Amiche e appassionate di montagna, erano entrambe molto note nel mondo dell’alpinismo: travolte dalla valanga, sono state recuperate in un crepaccio, coperte da neve e ghiaccio. 
 
  
 

La loro amicizia era nata proprio in montagna, avvicinandosi all’alpinismo pochi anni fa. Laura Frisa, operaia a Piedimulera alla ditta «Beltrami» (lavorazione lamiere), era appassionata di sci fuori pista. Con Marianna Conti, capo reparto nella manifattura «Polli» di Villadossola, aveva partecipato a trekking sulle principali cime della val Formazza e del parco naturale Veglia-Devero. Un hobby diventato presto passione, un modo per «cercare le esperienze uniche - ricordano gli amici - che solo la montagna può offrire». Il sogno era raggiungere la cima del Bianco, con tutte le precauzioni necessarie, preparando il viaggio con la scrupolosità di sempre.  
 
Ecco la mappa del luogo dell’incidente.  

Nella foto a sinistra, Marianna Conti, a destra Laura Frisa

da LA STAMPA.it VCO 

Il Trofeo Mezzalama compie 80 anni: festa con i big dello sport

Stasera alla Kongresshaus di Macugnaga si rivivono i momenti più belli della gara di scialpinismo con gli atleti che l’hanno affrontata

FRANCESCA ZANI
MACUGNAGA
 
Si festeggiano stasera a Macugnaga gli 80 anni del Trofeo Mezzalama, gara di scialpinismo che collega idealmente le due cime simbolo della Valtournenche e della valle Anzasca, il Monte Rosa e il Cervino. Appuntamento alle 21 alla Kongresshaus con i  volti noti del mondo dello sport: Damiano Lenzi, vincitore dell’ultima edizione del Mezzalama, i compagni del Centro sportivo dell’esercito Matteo Eydallin e Manfred Reicchegger, Lucio Pirozzini, pluricampione italiano ed europeo di mountain bike e ciclocross.  
In sala anche Alberto Corsi, con otto titoli mondiali nello sci alpino e Nicolò Bongiorno, figlio di Mike, col quale condivide la passione per la montagna. Durante la serata verranno proiettati filmati e premiati Lenzi, Pirozzini e Corsi.
 

Alla Festa del Pd alla Lucciola la premiazione del Gsh Sempione ’82

Oggi si celebra la giornata dedicata ai disabili: alle 15 giochi con i ragazzi dell’Anffas

FRANCESCA ZANI
VILLADOSSOLA
 
Si svolgerà oggi la Giornata dedicata alle persone diversamente abili nell’ambito della Festa del Pd alla Lucciola di Villadossola. Dalle 15 alle 17 giochi, canti e balli a cura dell’Anffas Vco e dell’associazione Gsh Sempione 82.  
Segue la tradizionale camminata non competitiva: iscrizioni dalle 17, si parte alle 17,30.  
Alle 20,30 verranno premiati gli atleti del Gsh Sempione che si sono contraddistinti ai campionati italiani: Cira Marra, campionessa italiana di lancio del giavellotto e del disco, Cristian Bonaccina, salto in lungo, Andrea Pellanda, campione italiano categoria senior di salto, Fabio Basile, 400 metri e Angelo Petrulli, campione italiano di pentathlon. Alle 18 al winebar si parla di violenza sulle donne con le associazioni locali.
 

lunedì 12 agosto 2013

Dopo il pranzo nell’agriturismo, tutti all’ospedale per intossicazione

Una quindicina di turisti coinvolti, nessuno è grave

FRANCESCA ZANI
DOMODOSSOLA
 
Una tranquilla gita domenicale si è rivelata un incubo per una quindicina di turisti vittime di intossicazione alimentare. Un gruppo, composto da quattro uomini, due donne e un bambino di sei anni, provenienti da Cervinia e da Roma, ieri sera si è presentato all’ospedale San Biagio di Domodossola mentre altri si sono recati al Dea del Castelli di Verbania. Avevano pranzato a base di funghi in un agriturismo della valle Formazza. Su sette persone di questo gruppo solo quattro sono state ricoverate d’urgenza.
 

domenica 11 agosto 2013

Domodossola, frontale tra due auto in superstrada. Grave una ragazza

E' in prognosi riservata in Rianimazione a Novara
DOMODOSSOLA
 
Incidente frontale questa mattina dopo le 9 sulla superstrada dell'Ossola tra i due svincoli di Domodossola. Nello scontro sono rimaste coinvolte una Saxo, con al volante una ragazza 25 anni di Domodossola, e una Punto con quattro persone (due maschi e due femmine) di Varese. Le condizioni peggiori sono per la ragazza ossolana. I vigili del fuoco hanno dovuto tagliare l'auto per estrarla: per lei il femore rotto e il trasferimento con l'elicottero in ospedale a Novara. E' sempre rimasta cosciente. Ora si trova in prognosi riservata in RianimazioneUn altro ha riportato la rottura della tibia ed è stato portato al San Biagio di Domodossola; ferite più lievi per gli altri tre tutti però portati in ospedale a Domodossola.  
 
L'incidente è avvenuto nel tratto di strada in cui la carreggiata si riduce a una sola corsia e non vi è più il muro che divide i due sensi di marcia. Sul posto per i rilievi la polizia stradale di Domodossola, con i carabinieri. La superstrada è rimasta chiusa per due ore causando lunghe code.

FOTOGALERY
 

sabato 10 agosto 2013

Crevoladossola, in arrivo la videosorveglianza

A Crevoladossola per prevenire i fenomeni di microcriminalità il consiglio comunale ha dato il via libera all’installazione di un sistema di videosorveglianza.

La decisione per prevenire il ripetersi degli atti vandalici già avvenuti in passato. Le telecamere sorveglieranno le scuole medie e materne, l’Oasi di Preglia, dove spesso vengono abbandonati rifiuti, e il cimitero. La società che gestisce gli occhi elettronici garantirà anche degli ulteriori controlli da parte di guardie giurate.
 

Gran finale del Festival Chitarristico Valle Ossola

Pretorio di Vogogna
Gran finale domenica sera per il Festival Chitarristico della Valle Ossola, sotto i portici di Palazzo Pretorio a Vogogna (foto) che ospiterà l’ultimo concerto del Festival, ‘Mediterranea’ il titolo, un itinerario tra musica, storia e danza attraverso le canzoni e le composizioni poetiche di Federico Garcia Lorca. Si comincia alle 21. Ci saranno Andrea Candeli alla chitarra, Michele Serafini al flauto e Corrado Ponchiroli e Chiara Guerra a ballo, palmas e voce.
 

Speciale Fiori di Fuoco a S.M. Maggiore

Tutti con gli occhi al cielo la vigilia di Ferrragosto a Santa Maria Maggiore; appuntamento il 14 agosto con la quinta serata degli show pirotecnici itineranti ‘Speciale Fiori di Fuoco 2013’, alle 21,30 presso il Centro del fondo. L’evento è in collaborazione con la Provincia del Vco e col Distretto turistico dei laghi e delle valli. Se la difficile generale situazione economica ha costretto l’organizzazione a rinunciare, per quest’anno, al 15° Campionato Mondiale di Fuochi d'Artificio – Trofeo Fiori di Fuoco, lo spettacolo sarà comunque assicurato grazie all’esperienza della Parente Fireworks, storica fornitrice ufficiale di tutte le serate, e allo straordinario scenario naturale che la Valle dei pittori offre. spiega il sindaco di Santa Maria Maggiore Claudio Cottini. Viene riconfermato l'apprezzatissimo servizio speciale del trenino della Ferrovia vigezzina e le prenotazioni sono aperte. Gli orari a disposizione per la salita da Domodossola a Santa Maria Maggiore sono: 16.42, 17.25, 18.25 e 20.25. Il viaggio dura 45 minuti. Il ritorno è previsto alle ore 23.30.

venerdì 9 agosto 2013

Trentacinque anni fa l’alluvione “I vigezzini hanno saputo reagire”

A Toceno è stato ricordato quel drammatico 7 agosto

FILIPPO RUBERTA'
 
TOCENO
 
Una reazione collettiva che ha dato a tutta la valle lo slancio per raggiungere altri traguardi». Questa la testimonianza più ricorrente della gente della Val Vigezzo che mercoledì ha ricordato a Toceno il 35° anniversario dell’alluvione che il 7 agosto del 1978 ha provocato gravissimi danni.  
 
Una giornata drammatica, con due ore di pioggia intensissima che si è lasciata alle spalle 14 morti e un paesaggio spettrale. «In un attimo - racconta Claudio Cottini, oggi sindaco di Santa Maria Maggiore - il cielo ha assunto colori mai visti e poi c’è stata una scarica di pioggia devastante. Soltanto l’indomani ci rendemmo conto che i torrenti avevano invaso i paesi tirando giù tutto quello che incontravano».  
 

“Villadossola non deve pagare lo smantellamento di Siderscal”

FRANCESCA ZANI
VILLADOSSOLA
 
La chiusura di Siderscal a fine mese, che oltre ai problemi di smantellamento industriale e relativa bonifica, comporta la cassa integrazione per venti lavoratori richiede risposte concrete da Stato e Regione.  
La questione è stata rilanciata da sindaco Marzio Bartolucci, dal capogruppo provinciale Paolo Ravaioli e dal deputato Enrico Borghi, tutti del Pd, che si dichiarano «preoccupati per i lavoratori» e ritengono «non accettabile il fatto che i costi della bonifica ricadano sul Comune e, quindi, sui cittadini».  
 
«Ho scritto un’interpellanza al ministero dell’Ambiente e dello sviluppo economico per mettere in luce la situazione critica di Villadossola – ha spiegato Borghi durante l’incontro che si è tenuto in Comune mercoledì - . Non possiamo accettare la logica dello smantellamento che produce inquinamento sul territorio. Chiediamo che i proprietari si assumano la responsabilità della bonifica, la quale altrimenti graverebbe sulle spalle dei cittadini. Esiste infatti una direttiva europea del 2004 basata sulla logica del “chi inquina paga”».  

giovedì 8 agosto 2013

Pioggia e vento nel Vco, frane e strade chiuse in Ossola e nel Verbano

La Valle Anzasca tra le zone più colpite dal maltempo: 36 scout sono stati messi in salvo a Bannio Anzino. Allagata anche la sede del Csv di Domodossola. Smottamenti in val Bognanco e strade chiuse a Cevoladossola
 
VERBANIA  
 
L’ondata di maltempo si è abbattuta nelle ultime ore anche sul Vco: disagi in particolare in Ossola, dove sono state molte le chiamate ai vigili del fuoco per cantine e strade allagate.  
Forte pioggia con cantine allagate a Domodossola città, dov’è stato chiuso il sottopasso ed è stata allagata la sede del Centro servizi volontariato, Crevoladossola e Varzo. Temporale anche a Verbania. 
 
A Vanzone è franata la strada comunale che porta alla frazione Ronchi Fuori, isolate una decina di famiglie. A Bannio Anzino in mattinata 36 scout di Saronno, rimasti bloccati vicino all’Alpe Bocchetta, sono stati portati in salvo dal soccorso alpino della guardia di finanza. Ora sono ospitati nella palestra delle scuole elementari di Bannio.  
 
A Crevoladossola è rimasta chiusa per quasi due ore via Sempione, nel tratto fra il ponte sul Bogna e l’Ipercoop, a causa allagamenti. I tecnici del comune e i volontari dell’Aib hanno provveduto a liberare i tombini. Smottamento anche sulla provinciale della val Bognanco, poco prima dell’abitato delle Fonti: il traffico ora è regolarmente aperto. Sempre a Bognanco, chiusa la strada che porta alla frazione San Marco.  

È morto padre Valsesia, sacerdote alpinista della valle Vigezzo

Aveva 87 anni ed era stato confessore a Re per 55 anni. Faceva parte del Cai: sabato alle 10,30 il funerale

FRANCESCA ZANI
RE
 
È morto ieri mattina a 87 anni padre Gianfranco Valsesia, il «prete alpinista» che accompagnò generazioni di ragazzi alla scoperta delle cime della valle Vigezzo.  
 
Nato nel 1926 a Borgomanero, divenne parroco nel 1950 ad Alzate di Momo e, otto anni dopo, oblate diocesano e confessore a Re, dove portò avanti questo compito con «pazienza, umiltà ed enorme disponibilità» per 55 anni. Divenne inoltre vicario del vescovo di Novara per la valle Vigezzo, curò la tipografia che distribuiva il bollettino del Santuario. Numerose le sue pubblicazioni e gli articoli relativi allo studio di Re e della sua chiesa monumentale dedicata alla Madonna del Sangue.  
 
Ha trascorso l’ultima parte della sua vita nella «Casa del Cuore immacolato di Maria» vigezzina, la mente sempre rivolta alle sue amate montagne. Faceva parte del Club alpino italiano e scalò tutte le principali cime vigezzine. «Mi ha accolto trent’anni fa quando arrivai a Re - racconta il rettore padre Giancarlo Iulita -. Ricordiamo la sua infinita disponibilità e l’amore che trasmetteva durante la sua funzione di confessore. Numerose persone giungevano anche da posti lontani per ascoltare le sue parole». Fu parroco in diversi comuni della valle: a Re, Olgia e Dissimo. I funerali saranno celebrati domani alle 10,30 alla presenza del vescovo Franco Giulio Brambilla. La salma sarà sepolta a Re.
 

mercoledì 7 agosto 2013

Villadossola : giunta Bartolucci chiede a Siderscal la bonifica del sito industriale

Siderscal deve farsi carico della bonifica dello stabilimento di Villadossola. A chiederlo è l'amministrazione Bartolucci forte di una direttiva europea. " Lo stabilimento di fatto è chiuso da tempo. Anche la cassa integrazione degli ultimi dipendenti sta per scadere. L'attività di questa industria siderurgica non può cessare fra il silenzio generale " si fa notare la Palazzo di città. Parole pronunciate nel corso di una conferenza stampa alla quale oltre al sindaco Bartolucci ha presenziato anche il parlamentare Pd Enrico Borghi.
 

Morte don Bertamini. Crevola partecipa al dolore dei padri rosminiani

Crevoladossola esprime la propria partecipazione al dolore per la scomparsa di Don Tullio Bertamini, la cui insigne figura ha fortemente scolpito la storia del territorio ossolano che ha avuto l’onore di accoglierlo, e che ora si stringe attorno al suo ricordo con tristezza ma anche con immensa gratitudine. Non vi è scampolo della nostra terra, che non sia stata toccata dalla sua sapienza e che non sia stata oggetto dei suoi preziosi studi di cui ci ha donato poi i frutti attraverso memorabili opere che rimarranno come gioielli preziosi per e della cultura ossolana. Crevoladossola in particolare è stata oggetto di suoi numerosi studi in vari campi e di diverse sue pubblicazioni importanti.Don Bertamini ha lasciato inoltre segni tangibili di affetto in tutta la cittadinanza crevolese, ed in particolare nella collettività di Oira, nella cui chiesa di San Mattia fino al 25 aprile ultimo scorso ha celebrato messa tutte le domeniche.
A nome di tutti i cittadini di Crevoladossola, rivolgo pertanto un ultimo caro saluto a Don Tullio Bertamini, con un infinito senso di gratitudine per quanto ha saputo esprimere nella sua esistenza, spesa nel nome della scienza, della conoscenza, della cultura e soprattutto del prossimo.
 

S.M. Maggiore: una settimana di … profumi e musica

Ci avviciniamo al momento clou dell’estate, la settimana di Ferragosto, e si moltiplicano gli eventi e le proposte di divertimento a Santa Maria Maggiore.

Per la Musica: oggi, mercoledì 7 agosto, alle 21 nel Parco di Villa Antonia concerto Coro femminile La piana di Verbania, una formazione ormai storica in provincia (alleghiamo in fondo al comunicato il curriculum). Il concerto si inserisce nella rassegna "Percorsi popolari  tra sacro e profano".
Giovedì 8 agosto alle 18.00 nella sala Mandamentale si esibirà il duo di Ada Bracchi al pianoforte e Giuseppe Magliocca al saxofono, due musicisti romani che trascorrono le vacanze a Baceno ed eseguono vari concerti in Ossola. In programma brani di autori classici e contemporanei. Lo stesso giorno alle 21 alla Scuola di belle Arti Rossetti Valentini saranno di scena i "Ritratti Barocchi" con Martina Stefanoni al flauto, Davide Besana al violino e Roberto Bassa al Cembalo. Un percorso legato alla mostra "Facce" (dedicata alla ritrattistica vigezzina e aperta fino al 29 settembre su tre sedi, al Vecchio Municipio, alla Scuola d’Arte e al Museo dello Spazzacamino) con la proposta di trii e sonate nello scintillante stile del barocco Italiano.
La scelta è stata fatta su autori noti e meno noti ma di opere che possono rimandare per impatto emotivo e suggestione sonora ai bei ritratti femminili esposti alla Scuola.
Sabato 10 agosto nella Sala Mandamentale alle 17,45 nuovo appuntamento con la rassegna Musica da bere. Il soprano Viviana Blima Gaudio e la pianista Renata Sacchi guideranno il pubblico lungo un itinerario vocale al femminile, eseguendo piccoli ritratti della migliore letteratura da camera, pagine coinvolgenti e piene di emozione.

martedì 6 agosto 2013

Addio a don Tullio Bertamini, storico dell’Ossola

Professore al Collegio Mellerio Rosmini e preside, è morto a 89 anni ad Arco di Trento, suo paese natale

FRANCESCA ZANI
DOMODOSSOLA
 
È morto nel suo paese, Arco di Trento, in una clinica dov’era ricoverato da tempo: don Tullio Bertamini, storico e professore, esperto di arte e archeologia. Docente di materie scientifiche al Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola, dov’era anche stato preside, collaborava anche con diverse pubblicazioni, tra cui la rivista culturale Oscellana. Era stato uno dei maggiori studiosi dell’Ossola, impegnato nella valorizzazione del Sacro Monte Calvario. 
 
Esprime cordoglio anche il deputato Enrico Borghi: «Desidero esprimere il più vivo cordoglio e la più sentita partecipazione al lutto della comunità dei padri rosminiani per la scomparsa di padre Tullio Bertamini, pietra miliare della cultura Ossolana. La sua opera di ricerca e di approfondimento storico, sintetizzata nell’esperienza di Oscellana, è stata mirata con grande amore e passione alle valli dell’Ossola, con particolare riguardo alle comunità più piccole e minute ma non per questo povere di storia, cultura e identità. Dobbiamo a padre Bertamini l’averci insegnato la capacità di amare la nostra storia e la nostra terra, e il rigore scientifico con il quale scrivere della Storia e delle storie degli uomini. Penso che l’Ossola debba ricordare degnamente questa figura, che oggi consegniamo a quella Storia che e’ stata la sua grande passione». 
 

Poste aperte solo tre giorni, protesta a Crevoladossola

Ultimatum del sindaco: «Ho scritto a Poste Italiane perché annulli la decisione e non ho neanche ricevuto risposta»

RENATO BALDUCCI
CREVOLADOSSOLA
 
«Poste italiane ripristini subito il servizio». E’ l’ultimatum che il sindaco di Crevoladossola, Gianni Rondinelli, ha mandato al direttore della filiale di Poste Italiane che, in questi giorni, aveva comunicato la «rimodulazione delle aperture estive» dell’ufficio di via Antigorio a Crevoladossola. 
 
Il provvedimento prevede che da domani a mercoledì 14 e da lunedì 19 a venerdì 30 lo sportello resti aperto solo martedì e giovedì dalle 8,20 alle 13,45, il sabato dalle 8,20 alle 12,45. Poste italiane lo spiega con «la necessità di garantire un maggior equilibrio fra la fisiologica flessione della domanda estiva e l’offerta dei servizi».  
 
La decisione è contestata da Rondinelli. «Ho scritto a Poste Italiane perché annulli la decisione e non ho neppure ricevuto risposta» dice il sindaco che chiede un confronto urgente. Ricorda che «l’amministrazione ha mantenuto un canone irrisorio di locazione della sede di Crevola, 1.400 euro l’anno, perché chiediamo la continuità del servizio. Ho verificato personalmente quando l’orario era stato già ridotto a luglio: si creano disagi. Ci sono anziani costretti a due ore di coda anche all’esterno solo per riscuotere la pensione. Non è possibile che un Comune si trovi con uno dei due uffici chiusi dall’oggi al domani». A Crevoladossola c’è un altro sportello a Preglia.
 

sabato 3 agosto 2013

A Bannio Anzino solo dieci alunni, chiude la scuola elementare

La Scuola Elementare
I bambini andranno a Vanzone, il sindaco assicura: “Migliorerà il servizio”, ma la minoranza è critica

RENATO BALDUCCI
BANNIO ANZINO 
 
Al prossimo anno scolastico i dieci alunni delle elementari di Bannio Anzino andranno a scuola Vanzone. Quello del paese della Valle Anzasca, poco più di 500 abitanti, è l’ennesimo presidio di montagna che chiude. Bannio dipendeva già da Vanzone per l’asilo e per la scuola media. «Dall’anno prossimo, per legge, avremmo dovuto accorpare i servizi. Abbiamo pensato di farlo subito, anche perché i genitori erano d’accordo e hanno condiviso la nostra decisione» spiega il sindaco Gianfranco Bonfadini. Critica la minoranza: “E’ una decisione calata dall’alto» dice Silvia Ruggeri. 
 

In scena a Macugnaga l’intreccio tra alpinismo e amicizia

Alle 21 alla Kongresshaus lo spettacolo teatrale (S)legati che ricorda un incidente sulle Ande

BEATRICE ARCHESSO
 
MACUGNAGA
 
È la storia di una corda: o meglio, di due amici in vetta legati da una fune che finirà per separarli per sempre, almeno in apparenza. 
«(S)legati» è uno spettacolo teatrale tratto da una storia vera che tocca le corde delle emozioni: l’appuntamento è alle 21 alla Kongresshaus di Macugnaga.  
 
Gli attori Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi saranno in valle Anzasca per vestire i panni degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates e ricordarne la storia con uno spettacolo che sta facendo il giro dei rifugi. L’incidente accadde sulla via del ritorno della Siula Grande, parete quasi verticale nelle Ande peruviane: Simpson scivolò e si fratturò una gamba. Yates legò delle corde e calò l’amico lungo la parete della montagna con l’intento di salvarlo, ma l’alpinista rimase sospeso nel vuoto e per evitare di finire con il compagno nel crepaccio Yates fu costretto a tagliare la corda. Convinto che Simpson fosse morto, si diresse al campo base.  

venerdì 2 agosto 2013

Da Vogogna a Mergozzo, teatro all’aperto in Ossola

Federico Bianco a Mergozzo
Stasera due appuntamenti tra comicità e giocoleria

BEATRICE ARCHESSO
MERGOZZO
 
L’Ossola sarà scenario di teatro all’aperto stasera: per gli amanti della recitazione c’è da scegliere tra Mergozzo e Vogogna. A Mergozzo l’appuntamento è alle 21,30 sul lungolago per una tappa del sesto «Teatrofestival. Dalla montagna al lago» organizzato nel Vco da Onda Teatro: per il terzo evento della rassegna 2013 saranno protagonisti «I Favolosi Korsakov» in un concerto spettacolo di Federico Bianco, che sarà in scena con Anna Basso , Andrea Bove e Luigi «Giotto» Napolitano.  
 
I quattro animeranno il centro storico con uno show brioso fatto (anche) di musica: Fedor e Bruno infatti sono i favolosi Korsakov, strampalata coppia di musicisti «probabilmente fratelli e probabilmente russi» che insieme al resto della famiglia, Irina e Piotr, danno vita a uno spettacolo a metà tra concerto da camera e cabaret, con numeri che ricordano il piano bar e altri scene di Broadway e il mitico jukebox (di canzoni rigorosamente italiane). 
 
Il Teatrofestival torna inoltre domenica sul lago, a Baveno, con sei musicisti in smoking protagonisti di «Camillocromo. Musica per ciarlatani, ballerine & tabarin» con Rodolfo «Foffo»s Sarli, Jacopo Rugiadi, Francesco Masi, Giordano Geroni, Gabriele Stoppa e Alberto Becucci (alle 21,30 in piazza Dante Alighieri, ingresso libero).  
 
Vogogna invece ospita stasera alle 21,15 in piazza Pretorio (sotto il porticato in caso di pioggia) un evento nell’ambito dei «Teatri Andanti» organizzati dal Teatro delle Selve: «Dal Paese dei balocchi» arriveranno Consuelo Conterno e Claudio Giri in uno spettacolo in cui «volano uova e asciugacapelli, secchi, falci, scope, pistoni» invece di birilli, cerchi e palline tipici della giocoleria. Lo scopo è accentuare il senso di irrealtà che quest’arte può aggiungere al racconto fantastico, tra sogni e situazioni inverosimili. 
 

Pieve Vergonte, il paese si mobilita dopo il rogo alla stalla

Partita una raccolta fondi per la famiglia Pirazzi

RENATO BALDUCCI
PIEVE VERGONTE
 
Un paese mobilitato per aiutare la famiglia Pirazzi, messa in ginocchio dall’incendio che nel tardo pomeriggio del 30 giugno - un mese fa - distrusse la stalla, unica risorsa di questi agricoltori che vivono grazie alla vendita di latte, formaggio e burro. Le fiamme in poche ore hanno spazzato via anni di sacrifici e sudore, lasciando in piedi soltanto quattro mura annerite. 
 
Non c’è negozio che non abbia esposto l’improvvisato salvadanaio con la scritta «Aiutiamo Vittorio a ricostruire»: è una mano tesa a Vittorio Pirazzi, a sua moglie Maria Laurenti, ai figli Cristina e Pier Felice. Che da quella stalla «cavavano» le risorse per tirare avanti. Sulle piccole lattine spicca la foto dell’incendio, ma anche un appello a essere solidali. E la gara non pare avere confini: oltre a Pieve Vergonte anche in altri paesi c’è chi ha esposto il salvadanaio, da Anzola a Pallanzeno, a Piedimulera. «Non abbiamo chiesto aiuto a nessuno, ma qui la gente si è mobilitata. Non ce l’aspettavamo, ma ci ha fatto piacere» dice Maria Laurenti che continua a tenere aperta la latteria di via Cicoletti, nel centro del paese ossolano.