Per la prima volta, dopo 524 anni dal miracolo, la reliquia della Madonna del Sangue lascia Re e giunge a Novara in occasione dell’Anno Gaudenziano. È l’evento che il 14 febbraio – mercoledì delle Ceneri – segna l’inizio dell’ottava edizione di Passio, il progetto di “cultura e arte attorno alla Mistero Pasquale” promosso dalla diocesi di Novara. I resti del sangue, sgorgato il 29 aprile 1494 dall’affresco della Madonna del latte della cittadina dell’Ossola, vengono portati in piazza Duomo, alle ore 17.30, da una delegazione di fedeli – vestiti in abiti tradizionali delle valli ossolane – e consegnati al Vescovo, affinché siano esposti alla venerazione, nella Basilica di San Gaudenzio, fino al 23 marzo. Viene quindi inaugurata la maxi-immagine (10 metri per 7) della Cappella della Crocifissione del Sacro Monte di Varallo, capolavoro di Gaudenzio Ferrari, realizzata a cura di FattoreArte con tecnica fotografica ad altissima definizione. Installata davanti al colonnato del Duomo essa è offerta alla contemplazione del pubblico nell’intero tempo di Quaresima. I fedeli si recano quindi in processione verso la Basilica di San Gaudenzio, dove il Vescovo alle ore 18 presiede la celebrazione eucaristica con l’imposizione delle Ceneri, segno penitenziale dell’inizio della Quaresima. L’evento è trasmesso in diretta da Video Novara e VCO Azzurra TV.
martedì 13 febbraio 2018
lunedì 29 gennaio 2018
La diga più alta al mondo fatta con i prodotti 'nati' a Villadossola
Lo ha raccontato l'amministratore unico di Mapei Giorgio Squinzi, intervistato da un giornalista de "La Repubblica "
Sino a pochi giorni fa Vinavil era sulla pagine dei giornali per l’inquinamento che a novembre aveva allarmato la popolazione di Villadossola. Un forte odore fuoriuscito dallo stabilimento e diffusosi in più parti della città. Un episodio che ha fatto scattare una maggior sensibilità e l’impegno di Vinavil ad eseguire interventi migliorativi per garantire più sicurezza.
Oggi, torniamo a parlare di Vinavil, per riprendere la notizia pubblicata sulla pagine economiche del quotidiano ‘’La Repubblica’’. Giorgio Squinzi, amministratore unico di Mapei (gruppo cui fa capo Vinavil), ricorda proprio come i materiali usati per realizzare la diga più alta al mondo, in Etiopia, partano da Villadossola. Da quel sito chimico che acquistò nel 1994 da Enichem, che lo aveva lasciato andare alla deriva. Anni bui che lo stabilimento si è messo alle spalle.
Squinzi racconta la storia di Mapei e di Vinavil, che ha visto il gruppo chimico allargare la sua produzione dai prodotti per l’edilizia a quelli per opere complesse: dalle piste sportive ai restauri di edifici storici. ‘’Anche in Vinavil - dice il manager - è stato avviato un processo di internazionalizzazione, con l'apertura di sedi negli Stati Uniti, Canada ed Egitto. Parte della ricerca avviene in collaborazione con l'università Federico II di Napoli, con il Cern di Ginevra".
Renato Balducci
martedì 23 gennaio 2018
Villadossola, interventi alla passerella del Maglietto
VILLADOSSOLA. Sarà riqualificata e quindi resa più sicura la caratteristica passerella che unisce la frazione del Maglietto a quella del Piaggio a Villadossola. Si tratta dalla passerella che attraversa il torrente Ovesca, davanti alla sede del Cai. L’incarico è stato affidato a un professionista domese che predisporrà il progetto per l’intervento. L’impegno di spesa per la progettazione è di 9.706 euro.
Renato Balducci
giovedì 18 gennaio 2018
Lettera dal Ciad: «Prosegue l’avventura della missione con la nostra chiesa sorella»
Nei giorni scorsi una delegazione della diocesi di Novara (il vicario generale don Fausto Cossalter, il direttore del Centro Missionario don Giorgio Borroni e i condirettori dell’ufficio famiglia Margherita e Marco Invernizzi) si è recata in Ciad, a Bissi-Mafou, per accompagnare due giovani sacerdoti missionari (don Nur El Din Nassar e don Fabrizio Scopa) nella parrocchia dove da anni operano i fidei donum novaresi, dove è presente un altro prete diocesano, don Benoit Lovati e che la nostra diocesi sostiene con il progetto Un Sogno per il Ciad. Pubblichiamo una loro lettera dopo l’accoglienza e i primi giorni passati insieme alla comunità.
A tutte le nostre comunità cristiane,
ai loro sacerdoti, diaconi e consacrati
ai loro sacerdoti, diaconi e consacrati
Vi scriviamo dal lontano Ciad, in diocesi di Pala, dalla parrocchia di Bissi Mafou.
Anzitutto desideriamo esprimere un caloroso saluto e ringraziamento al nostro vescovo Franco Giulio che, a nome della Chiesa novarese, ha con generosità inviato a questa diocesi due nostri sacerdoti, per continuare la missione ad gentes in questa terra, iniziata 30 anni fa (era il 2 gennaio del 1988).
Ci sono bastati pochi giorni per guardarci intorno e scoprire una chiesa giovane, con poco più di mezzo secolo di storia, ma soprattutto abitata da giovani, con il forte desiderio di esserne parte attiva testimoniato dalla loro partecipazione ai cammini di formazione e di crescita. Sanno di essere il futuro di questa Chiesa e hanno bisogno di strumenti e di sostegno che diano vigore e forza alla loro fede.
Una chiesa viva, che esprime nella festa la gioia del ritrovarsi e del rendere grazie e lode a Dio: semplicità e cordialità, nel segno della condivisione e del non avere fretta, caratterizzano il Giorno del Signore come tempo dato a Dio e ai fratelli. La festa è gioia perché vissuta nell’essenzialità e nell’autenticità delle relazioni.
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| Mons. Bouchard (con la camicia bianca) insieme ai nostri missionari: don Fabrizio, don Nur e don Benoit. |
giovedì 4 gennaio 2018
Don Nur e don Fabrizio partiti per la loro missione in Ciad
DOMODOSSOLA - E' scattata questa mattina, con la partenza dall'aeroporto di Malpensa, la missione in Ciad di don Nur El Din Nassar e don Fabrizio Scopa, i due sacerdoti Fidei Donum che nel Paese africano raggiungeranno don Benoit Lovati nella parrocchia di Bissi-Mafou, dove da anni operano i missionari novaresi. Ad accompagnarli il vicario generale don Fausto Cossalter, il direttore del Centro Missionario don Giorgio Borroni e Margherita e Marco Invernizzi, condirettori dell’Ufficio diocesano pr la Famiglia. A dare loro il saluto a Malpensa anche il vicario territoriale del Cusio don Gianmario Lanfranchini. Don Fabrizio Scopa è nato a Domodossola nel 1977: e' stato ordinato dal card. Renato Corti nel 2002 e dopo il servizio a Gravellona Toce, dal 2007 si è occupato della pastorale giovanile nella parrocchia di Sant’Antonio a Novara. Don Nur El Din Nassar è nato anch'egli a Domodossola nel 1980. E’ stato ordinato da mons. Franco Giulio Brambilla nel 2012 e dopo essersi occupato della pastorale giovanile nelle parrocchie del Vergante, dal 2014 è stato coadiutore a Omegna.
mercoledì 3 gennaio 2018
Valle Antrona, decide di cambiare vita per tenere aperta la piccola bottega di montagna
Il negozio-bazar nel paese di 400 abitanti rischiava di chiudere: “Solo così si difende il territorio”
ARIANNA TOMOLA
BORGOMEZZAVALLE
Il negozio di alimentari della Cooperativa di consumo antronese è salvo. Con il nuovo anno nella bottega di Antronapiana, circa 400 abitanti, si è insediato il nuovo gestore Dionigi Motetta, da tutti conosciuto come Gigi, raccogliendo il testimone da Ugo Pianavilla, andato in pensione con la chiusura del 2017. Sembrava che il negozietto nella piazza antistante la chiesa di San Lorenzo fosse destinato a chiudere i battenti, poiché al bando indetto dal presidente della Cooperativa Fabio Savoni nessuno si era presentato. Invece proprio all’ultimo giorno utile è arrivata la richiesta di Motetta, classe 1963 di Villadossola, pronto a cambiare vita.
ARIANNA TOMOLA
BORGOMEZZAVALLE
Il negozio di alimentari della Cooperativa di consumo antronese è salvo. Con il nuovo anno nella bottega di Antronapiana, circa 400 abitanti, si è insediato il nuovo gestore Dionigi Motetta, da tutti conosciuto come Gigi, raccogliendo il testimone da Ugo Pianavilla, andato in pensione con la chiusura del 2017. Sembrava che il negozietto nella piazza antistante la chiesa di San Lorenzo fosse destinato a chiudere i battenti, poiché al bando indetto dal presidente della Cooperativa Fabio Savoni nessuno si era presentato. Invece proprio all’ultimo giorno utile è arrivata la richiesta di Motetta, classe 1963 di Villadossola, pronto a cambiare vita.
Ex impiegato in una ditta ossolana del settore lapideo, Motetta ha scelto di tornare alle origini lavorative. Non ha legami di parentela con la valle Antrona, ma piuttosto ha i ricordi d’infanzia e di adolescenza connessi al piccolo commercio: i suoi genitori hanno infatti gestito per quasi quarant’anni - dagli inizi Anni Sessanta al 1986 - il negozio di alimentari in piazza Repubblica a Villadossola. «Era da qualche tempo che cercavo un modo per cambiare vita - ammette Gigi Motetta -, questa è stata l’opportunità».
Cresciuto in bottega, facendo i compiti su una tavola di legno appoggiata nel lavandino del retro, non ha faticato a tornare dietro al banco degli affettati. «Ci ho lavorato fino a 25 anni - ricorda – poi la vita mi ha portato a fare altro. Tornare in bottega non posso dire fosse il mio sogno, ma siccome pur non essendo più giovane ho ancora parecchi anni da lavorare, ho colto questa occasione: se vogliamo continuare a credere nella montagna e nel suo rilancio dobbiamo darci da fare».
da LA STAMPA.it
L’ultimo concerto dopo 64 anni di attività del coro Andolla: “Meglio lasciare quando ti applaudono”
La sera di Capodanno nella chiesa di San Bartolomeo l’ultima esibizione
BEATRICE ARCHESSO
VILLADOSSOLA
BEATRICE ARCHESSO
VILLADOSSOLA
Dopo 64 anni di attività ultimo concerto del coro Andolla di Villadossola: nella chiesa di San Bartolomeo il 1° gennaio c’è stato l’abbraccio a una formazione storica che nel 2018 - rispettando il consueto appuntamento di Capodanno - lascia il mondo della coralità. L’Andolla è nato nel 1954, legato al Cai di Villadossola. Franco Pallotta lo dirige dal 1979 e lo farà per l’ultima volta domani. Per lui emozione ma anche una consapevolezza: «Meglio finire in buona forma che aspettare che fossero altri a dirci di smettere». Così, come un padre che protegge l’immagine dei figli fino alla fine, ha preferito fare un passo indietro: «Siamo in 18, due lasciano per questioni di lavoro, altri hanno problemi di salute. Meglio chiudere finché siamo apprezzati: tre sabati fa abbiamo fatto un concerto vicino a Varese ed è stato un successo, con un applauso di 10 minuti. E’ il momento giusto di smettere, lasciando il ricordo migliore» dice Pallotta. I primi anni del coro furono diretti da Luciano Rolandini, poi è subentrato Pallotta. Villadossola perderà un’istituzione, il coro «che una volta era un riferimento per gli operai della Sisma o della Ceretti che dopo il lavoro si trovavano a fare una cantata» spiega il direttore.
Il ricambio al rallentatore
Il problema è pure il rinnovo dell’organico: «Non che sia mancato - dice Pallotta -, anzi abbiamo avuto ricambi validi, ma spesso i coristi avevano carriere altrove e non potevano dedicarsi solo al coro. In generale i giovani sono poco interessati e quelli che lo erano abbiamo dovuto lasciarli andare perché in via di affermazione».
Il repertorio è prevalentemente cameristico, spazia dal canto gregoriano alla polifonia rinascimentale e contemporanea con un occhio di riguardo per i canti alpini e tradizionali.
«Il massimo dell’organico è stato di 22 elementi - racconta il direttore -. Ho sempre preferito formazioni snelle perché più versatili, si adattano meglio e sono ideali per i canti di montagna». Il coro Andolla ha tenuto più di 1.000 concerti tra Italia, Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo.
da LA STAMPA.it
giovedì 28 dicembre 2017
I carabinieri restituiscono al parroco gli angioletti rubati, ma è braccio di ferro con chi li aveva in casa
La battaglia di un prete dell’Ossola: “Assurdo, sono nostri e lo dimostreremo”
CINZIA ATTINÀ
BORGOMEZZAVALLE
«Rubano gli angioletti dalla mia chiesa, me li restituiscono e ora c’è qualcuno che li rivuole indietro perché crede siano suoi e mi convocano persino in tribunale. Tutto questo è inaccettabile». Così don Luigi Tramonti commenta una vicenda che prende origine tre anni fa con il furto di due statue da una chiesetta di Zonca, frazione del comune di Montescheno, ma appartenente alla parrocchia di Seppiana, di cui è responsabile. Sembrava che tutta la vicenda fosse terminato con un lieto fine con la restituzione degli oggetti sacri al sacerdote. Invece ora don Luigi si trova convocato in tribunale perché l’ultimo proprietario rivuole indietro quello che ritiene suo. Si tratta di due statue raffiguranti degli angeli, risalenti alla fine del Seicento, che furono trafugate dall’oratorio di Santa Lucia a Zonca. I ladri avevano danneggiato gli accessi per intrufolarsi all’interno e portarle via. «Fu un vero dispiacere quando ce ne accorgemmo, la chiesetta era stata violata, le inferriate rotte. Certo, le statue avevano anche un valore proprio, ma il legame della comunità era soprattutto affettivo» spiega il parroco.
CINZIA ATTINÀ
BORGOMEZZAVALLE
«Rubano gli angioletti dalla mia chiesa, me li restituiscono e ora c’è qualcuno che li rivuole indietro perché crede siano suoi e mi convocano persino in tribunale. Tutto questo è inaccettabile». Così don Luigi Tramonti commenta una vicenda che prende origine tre anni fa con il furto di due statue da una chiesetta di Zonca, frazione del comune di Montescheno, ma appartenente alla parrocchia di Seppiana, di cui è responsabile. Sembrava che tutta la vicenda fosse terminato con un lieto fine con la restituzione degli oggetti sacri al sacerdote. Invece ora don Luigi si trova convocato in tribunale perché l’ultimo proprietario rivuole indietro quello che ritiene suo. Si tratta di due statue raffiguranti degli angeli, risalenti alla fine del Seicento, che furono trafugate dall’oratorio di Santa Lucia a Zonca. I ladri avevano danneggiato gli accessi per intrufolarsi all’interno e portarle via. «Fu un vero dispiacere quando ce ne accorgemmo, la chiesetta era stata violata, le inferriate rotte. Certo, le statue avevano anche un valore proprio, ma il legame della comunità era soprattutto affettivo» spiega il parroco.
lunedì 18 dicembre 2017
Il presepe vivente di Varzo dove gli attori diventano robot: “Siamo unici in Italia”
Domani sarà riproposto lo spettacolo: “Studiamo scene e costumi con meticolosità”
BEATRICE ARCHESSO
VARZO
BEATRICE ARCHESSO
VARZO
Il custode gira la chiave del carillon e il «Presepe meccanico vivente» di Varzo, nell’ossolana valle Divedro, si mette a funzionare. Succederà di nuovo domani - martedì 19 dicembre - alle 21 sul sagrato della chiesa, palco a cielo aperto per uno spettacolo unico «di cui non abbiamo altre notizie in Italia» dice Mauro Tiboni, tra i fondatori del gruppo teatrale negli Anni 80.
Il custode «carica» il carillon mentre accompagna i visitatori. Così gli attori per due minuti si muovono «meccanicamente», simulando i movimenti ritmati e ripetitivi delle statuine. Al termine della narrazione si attiva l’intero presepe per altri due minuti, poi si ferma tutto e si passa alla scena successiva. Un meccanismo che affascina chi guarda, che si trova davanti un presepe tridimensionale all’aria aperta con una quarantina di figuranti e opere a grandezza naturale.
Lo spettacolo dura circa 50 minuti. Con sottofondo musicale è narrata la Natività, ma si trovano anche ambientazioni di Venezia del Sei-Settecento oltre agli immancabili antichi mestieri. «Le scenografie hanno un ruolo fondamentale - spiega Tiboni - e siamo molto attenti ai costumi. Il presepe non è solo fantasia, ma frutto di una ricerca storica che va oltre il mero spettacolo: vogliamo far conoscere la storia di ciò che mettiamo in scena».
Il repertorio del Gruppo teatrale varzese si sta arricchendo: i primi anni il tema erano stati gli antichi mestieri, poi è arrivata la Palestina, «Il Natale nel mondo» con le tradizioni di ogni popolo e infine Venezia, che troverà il suo angolo di laguna domani tra le montagne dell’Ossola.
da LA STAMPA.it
mercoledì 13 dicembre 2017
Morto sotto una valanga in Canton Vallese l’ex sindaco di Vogogna Marco Zago
Domenica era andato a Ovronnaz, in Svizzera, per un’uscita di scialpinismo: dopo due giorni il ritrovamento
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Marco Zago, aveva 50 anni, è stato sindaco di Vogogna dal 2004 al 2009
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CINZIA ATTINÀ
VOGOGNA
È stato trovato morto sotto una valanga Marco Zago, 50 anni, l’ex sindaco di Vogogna che era disperso nel Canton Vallese da domenica. Scattata la macchina dei soccorsi elvetici, in questi due giorni era stato difficile intervenire a causa delle condizioni meteorologiche avverse e le continue nevicate. Zago, sindaco di Vogogna dal 2004 al 2009, domenica si era avventurato nelle montagne di Ovrennaz, vicino a Sion, per un’uscita di scialpinismo.
Non rientrato a casa la sera la famiglia aveva lanciato ieri - lunedì 11 dicembre - l’allarme perchè iniziassero le ricerche. Gli uomini del soccorso alpino elvetico si sono messi al lavoro con l’interessamento dei carabinieri della stazione di Premosello Chiovenda e il coinvolgimento del consolato italiano allertato dall’attuale sindaco di Vogogna Enrico Borghi. Subito era stata recuperata solo l’automobile nel parcheggio della stazione sciistica e localizzato il cellulare con il gps in una zona montana impervia. Oggi - martedì 12 dicembre - il ritrovamento sotto una valanga.
da LA STAMPA.it
martedì 12 dicembre 2017
Venerdì prossimo a La Fabbica di Villadossola, Maurizio Pellizzon presenta il suo libro
VILLADOSSOLA - Venerdì prossimo 15 dicembre alle ore 21, presso la Sala Storica del Centro Culturale La Fabbrica di Villadossola, Maurizio Pellizzon ex direttore dello Stabilimento Vinavil, presenterà "Bottega Tonussi", il suo primo libro da solitario, non più in raccolte come nei precedenti.
venerdì 8 dicembre 2017
lunedì 20 novembre 2017
La scrittrice Alice Basso lunedì 27 novembre in Ossola
VILLADOSSOLA - La scrittrice Alice Basso, sarà lunedì prossimo 27 novembre in Ossola e precisamente, la mattina e il pomeriggio presso il Liceo Scientifico G. Spezia di Domodossola, per parlare agli studenti di scrittura, mentre la sera alle ore 21.00 terrà un incontro organizzato dalla libreria La Pagina in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura di Villadossola, presso la Sala Storica del Centro Culturale-Teatro La Fabbrica.
Nata nel 1979 a Milano, ora vive in un ridente borgo medioevale fuori Torino, lavora come redattrice per una piccola casa editrice italiana. Nel tempo libero finge di avere ancora vent'anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Ha pubblicato con Garzanti le avventure della ghostwroter Vani Sarca, nei libri "Imprevedibile piano della scrittrice senza nome", "Scrivere è un mestiere pericoloso" e "Non ditelo allo scrittore".
La Redazione
martedì 24 ottobre 2017
martedì 19 settembre 2017
Villadossola, staccate le mani alla statua di San Giovanni Bosco
Il sindaco ha denunciato i vandalismi: il monumento era collocato nel parco giochi di via Zonca l’8 maggio del 2016
CINZIA ATTINÀ
VILLADOSSOLA
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| La statua di San Giovanni Bosco senza mani nel parco giochi di Villadossola |
CINZIA ATTINÀ
VILLADOSSOLA
Se sia stato vandalismo o un atto ben studiato è ancora da dimostrare. Quello che è certo è che la statua di san Giovanni Bosco a Villadossola non ha più le mani. Una è stata staccata a Capodanno e l’altra qualche giorno fa. Una doppia recisione netta nel gesso e nel bronzo di cui è formata la statua collocata nel parco giochi di via Zonca l’8 maggio del 2016.
«Sono stato informato ieri, lunedì 19, dal gestore del parco giochi di questo ultimo gesto - spiega il sindaco di Villadossola Marzio Bartolucci - resta da capire quando di preciso è stato compiuto l’atto. È un episodio che colpisce la comunità per il valore simbolico che ha la statua». Era stata infatti volontà del Comune, delle ex allieve delle scuole salesiane e della parrocchia di Villadossola collocarla per onorare il santo e ringraziare la comunità salesiana che per 113 anni è stata in città.
Le suore salesiane si sono infatti occupate dell’asilo del centro di Villadossola e per un periodo anche di quello del Villaggio contribuendo alla crescita di diverse generazioni di bambini. Nel 2015 hanno dovuto lasciare la città a causa di mancanza di vocazioni.
Il sindaco Bartolucci ha sporto denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica. In quella zona però non ci sono telecamere di videosorveglianza, inoltre l’accesso al parco giochi anche in orario notturno non è difficoltoso, la recinzione può essere facilmente scavalcata.
da LA STAMPA
mercoledì 23 agosto 2017
Don Nur, dal Vco al Meeting di Rimini di Cl per parlare di fede
RIMINI- 23-08-2017- Don Nur El Din Nassar, coadiutore ad Omegna, sarà domani, giovedì 24 agosto, a Rimini, al Meeting dell’Amicizia fra i Popoli, per tenere un incontro dal titolo: “Io, prete, figlio di un musulmano”. L’incontro si svolgerà alle 12,30 nel Padiglione A1 della Fiera, all’interno del ciclo “Un caffè con…” Don Nur è uno dei protagonisti della mostra “Nuove generazioni. I volti giovani dell’Italia multietnica”, che presenta attraverso dei video la storia di alcuni giovani italiani, figli di genitori stranieri. Attualmente sono circa un milione e mezzo; 815 mila sono gli studenti di origine straniera nelle scuola italiane, per la maggior parte nati in Italia. Sono un punto di incontro tra mondi diversi, spesso molto lontani, che in seguito alla globalizzazione e ai flussi migratori sono diventati vicini e si stanno sempre più contaminando, costruttori di una “identità arricchita”, aperta all'incontro con l'altro e in continuo divenire, come emerge dalle loro testimonianze. Il programma della mostra prevede appunto l’intervento diretto di alcuni di loro, fra i quali anche don Nur, che Vco 24 ha intervistato circa un mese fa.
da OSSOLA24
Don Nur è un giovane sacerdote di Domodossola che ha passato alcuni anni da chierico anche a Villadossola.
domenica 20 agosto 2017
mercoledì 16 agosto 2017
Bognanco in lacrime per Alessio e Camilla
BOGNANCO - Anche tu Signore, di fronte alla sofferenza, non puoi trattenere le lacrime’’. Riecheggiano nella chiesa di San Lorenzo le parole del sacerdote. Su Bognanco regna ormai da giorni uno strano e innaturale silenzio. Quella disgrazia ha ammutolito tutti, spento le energie e le speranze, ma soprattutto distrutto la vita di due ragazzi che avevano solo 17 e 18 anni: Camilla Valentini e Alessio Spadazzi.
Tanta gente è salita oggi a San Lorenzo per stare accanto alle famiglie: ai genitori Cinzia e Mauro Valentini e al fratello Alberto; a Rita e Elio Spadazzi e alla sorella Valentina.
Famiglie che hanno sentito la vicinanza di tutti , anche se questo gesto di amore non lenirà il dolore per chi perde un figlio. Dolore emerso dalla predica toccante del sacerdote che ha celebrato i funerali di Alessio e Camilla, morti a due passi da San Bernardo, con l’auto finita nel burrone. Su quelle montagne che amavano e vivevano intensamente, come viva era la passione per lo sport, gli amici, il volontariato, la val Bognanco.
A portare a spalla le bare, i compagni del gruppo sportivo Bognanco e della Cestistica Domodossola, passati tra due ali di gente ammutolita e affranta, con i volti bagnati dalla lacrime, anche nel momento in cui Alberto e Valentina, fratello e sorelle dei due ragazzi scomparsi, hanno voluto ricordare questi anni trascorsi assieme ai loro cari Alessio e Camilla, che non scorderanno mai.
da OssolaNews
martedì 15 agosto 2017
Domani alle 15 a Bognanco l’ultimo abbraccio ad Alessio e Camilla
I due ragazzi sono precipitati con l’auto nel burrone nella notte tra sabato e domenica
LUCA BILARDO
BOGNANCO
LUCA BILARDO
BOGNANCO
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Alessio Spadazzi avrebbe fatto 19 anni tra due settimane, Camilla Valentini compiva 18 anni a dicembre
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Precipitano nel cuore della notte in un burrone senza che i loro amici si accorgano di nulla. Sono morti così Alessio Spadazzi e Camilla Valentini. Alessio i 19 anni li avrebbe compiuti tra due settimane, Camilla sarebbe diventata maggiorenne a dicembre. Entrambi appassionati di sport, facevano parte di quel gruppo di giovani le cui famiglie originarie della valle durante l’anno vivono a Domodossola ma in estate tornano a popolare le frazioni di Bognanco.
Camilla e Alessio sabato sera erano a San Lorenzo, il capoluogo di Bognanco, dove nell’unica piazza ci sono municipio, chiesa e bar. Lì con una quindicina di amici avevano passato la serata. Potevano fare tardi, non dovevano scendere a Domodossola: Camilla passava l’estate nella casa di frazione Croce, lontana un paio di tornanti, la famiglia di Alessio ha una baita a Vercengio. Passata la mezzanotte il gruppo decide di salire in auto all’alpe San Bernardo, 1600 metri che si raggiungono con una strada asfaltata ma stretta e nell’ultimo tratto senza guardrail.
Tra Camilla e Alessio c’era un’amicizia che stava diventando qualcosa di più e così il resto della compagnia li ha lasciati partire prima, e da soli. Il gruppo di quattro auto che seguiva quella di Camilla e Alessio arriva al punto di ritrovo alle 2. «Loro non c’erano, ma abbiamo immaginato che volessero stare un po’ da soli e non ci siamo preoccupati - dice Luca Doria, uno degli amici -. Siamo stati a San Bernardo un’oretta, poi siamo andati tutti a casa. Alle 4 la telefonata dei familiari: chiedevano se sapevamo dove erano. Poi abbiamo saputo della tragedia».
All’alba di ieri i genitori dei due ragazzi hanno lanciato l’allarme. Alle 6 vengono allertati soccorso alpino, guardia di finanza, vigili del fuoco e carabinieri. Dell’auto nessuna traccia, sulla strada non ci sono segni, ma in una curva poco prima dell’alpe San Bernardo c’è qualche ramo rotto tra gli alberi del bosco che costeggia la carreggiata, poco più in basso una maglietta rossa attaccata a una pianta: era di Alessio.
Il soccorso alpino si cala nel burrone, che inizia subito a lato della carreggiata. Circa 100 metri sotto trovano i corpi dei ragazzi; l’auto viene avvistata solo in un secondo momento, circa 250 metri ancora più in basso. L’elicottero recupera le salme, ricomposte all’obitorio di Domodossola: sono ancora a disposizione della magistratura che oggi deciderà se procedere con l’autopsia. Appurato che l’auto è finita nel precipizio mentre saliva, è ancora da accertare è la causa.
Nella piccola Bognanco la notizia si diffonde velocemente. Camilla Valentini, figlia dell’ex sindaco Mauro, avrebbe iniziato a settembre la 5ª al liceo linguistico di Domodossola; dopo un passato da podista, faceva parte del consiglio direttivo del Gs Bognanco e dello Sci club. Era il basket invece la passione di Alessio Spadazzi (da un paio di settimane lavorava come carrozziere a Crevola): dopo le giovanili al Rosmini, era passato all’altra squadra di Domodossola, la Cestistica, in serie D.
Il funerale sarà celebrato domani 16 alle 15 nella chiesa di San Lorenzo a Bognanco, dove questa sera alle 20,30 sarà recitato il rosario.
da La Stampa
lunedì 14 agosto 2017
Camilla e Alessio, i due ragazzi morti in val Bognanco con la passione per lo sport
Camilla Valentini di 17 faceva parte del Gs Bognanco e dello Sci club, Alessio Spadazzi 18 avrebbe giocato per il secondo anno in serie D di basket con la Cestistica Domo
LUCA BILARDO
BOGNANCO
Sono usciti di strada nella notte e la loro auto è precipita in un burrone in alta valle Bognanco, in Ossola. Vittime dell'incidente due giovani ossolani: Alessio Spadazzi, 18 anni, e Camilla Valentini di 17.L'allarme era stato lanciato all'alba di questa mattina, domenica 13 agosto, dalle famiglie dei due che vivono a Domodossola e che non li avevano visti rientrare. E così attorno alle 6 si sono attivate le ricerche di soccorso alpino, vigili del fuoco e carabinieri.
I loro corpi sono stati trovati in un burrone cento metri sotto la carreggiata poco prima dell'alpe San Bernardo (circa 1600 metri di quota) tra alberi e rovi. Solo in un secondo momento i soccorritori hanno trovato anche l'auto, una Volkswagen Polo - dalla quale sono sbalzati fuori - finita ancora più a valle, in un posto molto impervio, circa 350 metri più sotto della strada. I loro corpi sono stati recuperati dall'elicottero e portati all'obitorio di Domodossola. Dovranno essere i carabinieri a ricostruire la dinamica dell'incidente.
I due giovani erano molto conosciuti sia a Domodossola, sia in valle Bognanco. Alessio Spadazzi, dopo essere cresciuto tra le fila del Domobasket, la scorsa stagione aveva militato con la Cestistica Domo in serie D di basket ed era pronto per un altro campionato con i granata. Camilla invece aveva smesso di correre con il Gs Bognanco, ma era ancora impegna sia nella società di corsa in montagna che nello Sci club Bognanco.
da La Stampa
sabato 22 luglio 2017
Ciao “Nige”. Alle 14,30 il funerale di Andrea Pietrobelli
PALLANZENO- 22-07-2017- Si celebra alle 14,30 nella parrocchiale a Pallanzeno il funerale di Andrea “Nige” Pietrobelli, morto a soli 32 anni giovedì sera per un malore improvviso mentre era al bar con amici. Lascia il papà Mauro, la mamma Lucia Borgnis, la sorella Elena con le piccole Asia ed Ambra, la nonna Celestina. E tanti amici e amiche.
da OSSOLA24
martedì 18 luglio 2017
Un altro benefattore a Villadossola: donati 66 mila euro
Dopo Armando Tami, Villadossola ''trova'' un altro benefattore che lascia in beneficenza alle associazioni della città la bella somma di 66 mila euro.
E' Aldo Ceresa, deceduto nel novembre 2015. Ex dipendente di banca, celibe, persona conosciuta a Villa dove ha sempre abitato con i genitori in via Zonca, prima di trasferirsi, quando è rimasto solo, in piazza della Repubblica. Una famiglia stimata la sua.
Aldo Ceresa ha lasciato l'incarico di esecutore testamentario all'avvocato Enrico Albert di Domodossola, al quale è toccato l'incarico di eseguire quanto Aldo aveva lasciato scritto nel suo testamento. Oltre che ai suoi famigliari, Aldo Ceresa ha deciso di devolvere il 60 per cento del ricavato della vendita del suo appartamento alle associazioni che in città svolgono attività nel sociale e nelle attività di soccorso. Un gesto d'amore come quello di Tami.
Così all'avvocato Albert è toccato informare alcune associazioni villesi del ''regalo'' inatteso. In pratica una decina tra gruppi e associazioni che sono viste arrivare 6.600 euro ciascuna. Cifra certo utile ad aiutare i bilanci poveri. Beneficenza che ha gratificato la Società Operaia di Mutuo Soccorso, Casa Noemi (accoglienza femminile),Case Aperte (Appartamenti per nuclei familiari),Auser (associazione per l'invecchiamento attivo),Corpo Volontari del Soccorso, Caritas, Punto e Virgola (servizio raccolta indumenti),Volontari Distribuzione Pasti, Nascere Insieme (associazione che diffonde informazioni relative alla salute riproduttiva, alla vita prenatale, perinatale e infantile) e Avas (assistenza a persone malate e in difficoltà).
Renato Balducci
da OssolaNews
domenica 16 luglio 2017
La Fabbrica festeggia i suoi primi 20 anni
La Fabbrica, nata nel 1997 per volontà dell’Amministrazione Comunale di Villadossola su un’area industriale dismessa e con un contributo della Comunità Europea, ha voluto, fin dalle sue premesse, essere il momento di rilancio di un paese verso prospettive di sviluppo economico, culturale e sociale nuove, senza dimenticare la propria storica vocazione di paese a tradizione industriale. Dopo 20 anni l'assessore alla Cultura Marcello Perugini, presentando nei giorni scorsi gli eventi in programma per festeggiare l'importante traguardo, ha detto che effettivamente quelli che erano gli obiettivi degli ideatori sono stati centrati. “Oltre a creare vivacità culturale in tutta l'Ossola e non solo – ha detto - la presenza del centro ha portato anche un indotto, andando ad incrementare le entrate di esercizi commerciali presenti a Villadossola, in particolare nei pressi del teatro”. Il cartellone organizzato dall'assessorato si intitola “Suoniparolegesti dalla Fabbrica per la Fabbrica”. Sabato 23 settembre 2017 alle 21 è in programma il concerto per il ventennale del Teatro con la Zago Boogie Band (dal Maurizio Costanzo show) e la Filarmonica di Villadossola diretta da Riccardo Armari. Il biglietto posto unico costerà 10 euro. Sabato 18 novembre 2017 ore 21 andrà in scena “La Fattoria degli animali” da George Orwell Adattamento Teatrale di Vlad Scolari”. Si tratta di un Campo Teatrale del Teatro La Fabbrica diretto da Nicole Quaglia. Biglietto posto unico 15 euro - ridotto sino a 18 anni e oltre i 65 anni 10 euro. Domenica 3 dicembre alle ore 21 sarà portato in scena il musical offerto in omaggio per gli abbonati “Sorella per caso amiche per sempre” con la Compagnia “Amici per un sogno”, per i non abbonati il biglietto posto unico 15 euro - ridotto sino a 18 anni e oltre i 65 anni 10 euro. Sabato 16 dicembre alle ore 21 sarà la volta di “La favola di Natale” con la Scuola di danza “Butterfly” diretta da Assunta Zavettieri; biglietto posto unico 15 euro, ridotto sino a 18 anni e oltre i 65 anni 10 euro. A data da definirsi verrà poi organizzata anche una serata dedicata alla storia del teatro villadossolese.
da OssolaNews
lunedì 10 luglio 2017
Avas Ossola, da 30 anni al servizio del territorio
E' stato festeggiato sabato al Sacro Monte Calvario il trentesimo anno di fondazione dell'Avas Ossola. Nata nel 1987 per volontà del compianto don Gian Franco Tabarini, l'associazione conta oggi 150 soci, di cui un centinaio attivi. I volontari offrono assistenza sanitaria all'ospedale San Biagio in cinque case di riposo di Domodossola, Premosello, Varzo, Villadossola, Vogogna, a domicilio e al centro incontro di Pieve Vergonte. Nel servizio ospedaliero i volontari sono un supporto per gli operatori sanitari, nelle case di riposo sono punti di riferimento importanti in particolare quando agli ospiti mancano la famiglia, i parenti e gli amici. A domicilio offrono sostegno alle persone sole e ammalate, nel centro di incontro di Pieve Vergonte organizzano in particolare attività ricreative. La cerimonia è iniziata, alle 16, con la Messa celebrata dall'assistente spirituale dell'associazione don Enrico Manzini. Nella Sala Bozzetti è proseguita la serata con un convegno che ha visto la presenza al tavolo dei relatori della presidente dell'Avas Ausilia Gheza e dei direttori delle strutture pubbliche con le quali l'Avas collabora. Sono intervenuti il direttore del CISS Ossola Mauro Ferrari e il presidente del CST (Centro Servizi del Territorio) Daniele Giaime. “ Ci è sembrato giusto festeggiare questo traguardo non solo tra noi volontari – ha detto Gheza - ma coinvolgendo le persone che hanno creduto e credono nel volontariato ed hanno avuto con noi una proficua collaborazione”. La presidente nel suo intervento ha ringraziato tutti i volontari che sono entrati in questi anni a far parte dell'associazione. Nel corso della giornata sono stati ricordati don Gianfranco Tabarini, don Giacomo Bignoli, che è stato padre spirituale prima di don Enrico Manzini attuale assistente spirituale dell'Avas, ed Eugenio Bergamini primo presidente Avas. L'associazione guarda al futuro cercando di coinvolgere e avvicinare al mondo dell'assistenza sanitaria in particolare i giovani. “In questi anni purtroppo – ha detto Gheza - non c'è stato un ricambio generazionale”. Per l'occasione è stato stampato grazie al Centro servizi per il territorio anche un libretto corredato da numerose foto che racconta la storia dell'Avas.
da OssolaNews
venerdì 7 luglio 2017
L'Avas Ossola per trent'anni vicina ad anziani e malati
L'associazione nata nel 1987 festeggia i suoi primi trent'anni di volontariato
DOMODSSOLA - Sabato 8 luglio presso il Sacro Monte Calvario di Domodossola, Avas Ossola festeggia i suoi primi trent'anni di attività sul territorio ossolano accanto ad anziani e ammalati. La giornata predvede: alle ore 16 una Santa Messa celebrata da don Enrico Manzini, assistente spirituale dell'associazione.
A seguire, presso la Sala Bozzetti, sono stati invitati i direttori delle case per anziani con cui Avas collabora, tra i quali saranno presenti il direttore del Ciss Ossola Mauro Ferrari e il presidente del Centro Servizi per il Territorio Daniele Giaime, che porteranno un loro saluto e un loro pensiero. Per l'occasione si esibirà il coro Kodaly della Filarmonica di Villadossola. A seguire un apericena presso il circolo Acli del Calvario.
A seguire, presso la Sala Bozzetti, sono stati invitati i direttori delle case per anziani con cui Avas collabora, tra i quali saranno presenti il direttore del Ciss Ossola Mauro Ferrari e il presidente del Centro Servizi per il Territorio Daniele Giaime, che porteranno un loro saluto e un loro pensiero. Per l'occasione si esibirà il coro Kodaly della Filarmonica di Villadossola. A seguire un apericena presso il circolo Acli del Calvario.
Sarà un momento di festa, di ringraziamento e riconoscenza per il servizio dei volontari, ma anche un'occasione per far conoscere questa realtà di volontariato a quanti parteciperanno.
La Redazione
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